A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra, Capri celebra la propria storia e quel fascino senza tempo che l’ha trasformata in una delle mete più amate dell’immaginario europeo. Un’isola divenuta, nel corso dei secoli, un simbolo universale di armonia, natura e cultura, capace di conquistare generazioni di viaggiatori, artisti, scrittori e intellettuali. È proprio la nascita e l’affermazione di questo mito moderno il cuore della mostra “Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826–2026)”, curata da Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della Cultura e da Luca Di Franco, direttore dei Musei e dei Parchi archeologici di Capri. L’esposizione racconta il percorso che ha portato un’isola del Golfo di Napoli a diventare una delle destinazioni più celebri del Grand Tour europeo. Tra Settecento e Ottocento Capri visse una straordinaria trasformazione: da territorio remoto e difficilmente raggiungibile si affermò come meta privilegiata per viaggiatori e artisti alla ricerca di bellezza, ispirazione e autenticità. La mostra ripercorre questa evoluzione attraverso opere d’arte, documenti, libri, disegni, reperti archeologici e testimonianze d’epoca, restituendo il racconto di un’isola capace di alimentare per secoli l’immaginazione collettiva. Un momento decisivo fu la riscoperta della Grotta Azzurra nel 1826 da parte del pittore e scrittore tedesco August Kopisch e del pittore Ernst Fries. Da allora quella straordinaria grotta marina divenne uno dei simboli più celebri di Capri e contribuì a consacrare l’isola come uno degli scenari più suggestivi al mondo. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso le diverse fasi della costruzione del mito caprese: dalle prime esplorazioni antiquarie alla riscoperta delle testimonianze dell’età imperiale romana, fino alla presenza di artisti e letterati che trovarono sull’isola un ambiente ideale per esprimere la propria creatività. La Grotta Azzurra, in epoca romana utilizzata come ninfeo marino imperiale, divenne così l’emblema di una bellezza sospesa nel tempo, capace di unire natura, storia e cultura. Le coste, le grotte, i panorami aperti sul mare e i sentieri tra cielo e acqua hanno ispirato per secoli opere pittoriche, racconti e pagine letterarie, trasformando Capri in una vera icona del Mediterraneo. Visitare la mostra significa immergersi nella storia di un patrimonio unico e scoprire come un paesaggio naturale sia riuscito a diventare un simbolo culturale riconosciuto in tutto il mondo. L’esposizione, inaugurata alla presenza del Sindaco di Capri Paolo Falco e dell’Assessora alla Cultura del Comune di Anacapri Manuela Schiano, ha dato ufficialmente avvio alle celebrazioni per il bicentenario della riscoperta della Grotta Azzurra. La sede della mostra è la meravigliosa Certosa di San Giacomo, il più antico complesso monastico dell’isola e uno dei suoi monumenti più importanti. Fondata nel 1371 per volontà del conte Giacomo Arcucci, segretario della regina Giovanna I d’Angiò, prende da lui il proprio nome. Situata a pochi passi dalla celebre Piazzetta e dai Giardini di Augusto, rappresenta un raffinato esempio di architettura capace di fondere elementi gotici, rinascimentali e barocchi. Nel corso dei secoli la Certosa ha attraversato momenti complessi: saccheggiata durante le incursioni dei pirati, soppressa in età napoleonica e destinata successivamente a diversi usi civili, tra cui quello di caserma, è stata infine restaurata e restituita alla collettività. Oggi costituisce un importante polo culturale del Ministero della Cultura, sede di mostre temporanee di rilievo nazionale e internazionale e del Museo dedicato a Karl Wilhelm Diefenbach, artista e riformatore tedesco tra i protagonisti del simbolismo europeo, profondamente legato a Capri, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Grazie ai suoi chiostri, agli antichi ambienti conventuali e alla posizione panoramica affacciata sul mare, la Certosa di San Giacomo rappresenta oggi uno degli scenari più affascinanti dell’isola, un luogo in cui storia, arte e paesaggio si incontrano. La mostra sarà visitabile fino al 18 ottobre 2026 negli orari di apertura della Certosa di San Giacomo: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.30); il lunedì resterà chiusa. L’iniziativa è promossa dal Ministero della Cultura attraverso i Musei e i Parchi archeologici di Capri, in collaborazione con il Goethe-Institut Napoli. Un appuntamento imperdibile per chi raggiunge Capri e desidera conoscere più da vicino le radici artistiche e culturali di un’isola che continua ancora oggi a incantare il mondo. Attraverso l’arte, la memoria e il racconto storico, la mostra invita a riscoprire l’origine di un fascino intramontabile: quello di un luogo in cui natura e cultura hanno costruito, insieme, uno dei miti più celebri del Mediterraneo.
Assolutamente consigliata.









