Ci sono luoghi di Roma che non hanno bisogno di grandi monumenti per raccontare la storia della città. Basta attraversare una porta, osservare una stanza, sfogliare un libro o ritrovare, ancora intatto, il segno di una vita che si è intrecciata con quella culturale del Paese. È questa la Roma che Italian Travel Press ha scelto di raccontare in una giornata dedicata a quindici giornalisti del settore turistico, arrivati da diverse regioni italiane. Il cuore dell’iniziativa è stata la Casa Museo Alberto Moravia, sul Lungotevere della Vittoria, oggi luogo di memoria e di approfondimento della sua figura. Un appuntamento che ha permesso ai giornalisti di entrare letteralmente nel mondo privato e intellettuale di uno dei protagonisti assoluti della letteratura italiana del Novecento. Visitare la casa di Moravia significa infatti andare oltre il tradizionale percorso museale. Gli ambienti conservano l’impronta della vita quotidiana dello scrittore: i libri, i documenti, le opere d’arte, gli oggetti personali e gli spazi nei quali lavorava e riceveva amici e intellettuali restituiscono l’immagine di una casa vissuta, diventata nel tempo un punto di osservazione privilegiato sulla cultura italiana. Tra quelle stanze si percepisce anche la sua dimensione umana, insieme alla fitta rete di rapporti, incontri e discussioni che accompagnò la sua attività. La dimora diventa così una sorta di documento tridimensionale della sua esperienza: non soltanto il luogo in cui uno scrittore ha abitato, ma uno spazio nel quale si sono incontrate letteratura, arte, politica e società. “ Il compito del giornalismo turistico non è soltanto raccontare le destinazioni più conosciute, ma anche portare l’attenzione su luoghi capaci di restituire l’identità più autentica di una città” ha sottolineato il presidente di Italian Travel Press, Giovanni Stefani “ Casa Moravia rappresenta perfettamente questa idea: è un luogo di cultura e memoria che permette di conoscere Roma anche attraverso la storia di uno dei suoi grandi protagonisti del Novecento”. Dalla memoria letteraria il percorso è poi proseguito nel Rione Monti, dove il gruppo ha incontrato una realtà di ospitalità nata all’interno di un edificio storico. Il nuovissimo Hotel Urbana è stato presentato soprattutto attraverso la storia del palazzo che lo ospita e il progetto di recupero che ne ha accompagnato la trasformazione. È proprio il rapporto con la storia dell’edificio a caratterizzare il racconto della struttura. Il palazzo, legato alla famiglia Costanzi e progettato dall’architetto Gaetano Koch, appartiene alla storia architettonica della Roma ottocentesca. Al suo interno, il recupero ha cercato di conservare e riportare alla luce elementi originari, creando un dialogo tra la struttura storica e una destinazione d’uso contemporanea. Uno degli elementi più curiosi legati alla memoria del luogo è l’antico giardino di melograni che apparteneva al palazzo. Incredibile che fosse proprio nel centro storico della città. Da questa presenza è nato anche un filo conduttore cromatico e simbolico del progetto: il caratteristico colore bordeaux dei melograni è stato infatti ripreso negli interni, trasformando un dettaglio della storia dell’edificio in un elemento della sua identità contemporanea. E c’è un gesto semplice che conserva questo legame con la memoria del luogo: a chi arriva viene offerto il succo di questo frutto, come augurio per il viaggio. Un piccolo rituale di accoglienza che parte dalla storia del palazzo e la porta nel presente, senza cancellarne le tracce. Anche nelle camere e nelle suite alcuni degli elementi storici dell’edificio e gli affreschi presenti dialogano con interventi contemporanei. Il risultato è un esempio di come un palazzo antico possa trovare una nuova funzione senza perdere la propria identità, diventando parte di un itinerario urbano nel quale architettura, memoria e ospitalità si incontrano. La giornata è stata organizzata da Antonio Ranalli, coordinatore Centro Italia di Italian Travel Press, che ha accompagnato i partecipanti lungo un itinerario costruito intorno a due luoghi molto diversi, ma accomunati dalla volontà di conservare e raccontare una parte della storia di Roma. “Casa Moravia è un luogo nel quale la memoria non è qualcosa di astratto, ma si trova ancora negli spazi, negli oggetti e nell’atmosfera della casa” – ha spiegato Ranalli – “Entrare in quelle stanze significa avvicinarsi alla vita quotidiana e al lavoro di un grande intellettuale italiano. È una forma di turismo culturale che permette di conoscere una città attraverso le persone che l’hanno vissuta e raccontata. Il percorso nel Rione Monti ha aggiunto una prospettiva diversa: quella del recupero di un edificio storico e della possibilità di trasformarlo in un nuovo luogo di incontro e accoglienza, mantenendo visibili le tracce del passato”. Nel ringraziare il Fondo Alberto Moravia e Zètema Progetto Cultura per l’accoglienza e la disponibilità che hanno consentito la visita alla Casa Museo, Ranalli ha rivolto un ringraziamento anche alla direzione dell’Hotel Urbana e a Ferdinando Masciotta per aver dato la possibilità di scoprire la storia dell’edificio e poter vedere l’ importante progetto di recupero. La giornata di Italian Travel Press si è conclusa con un momento di confronto tra i partecipanti, ma il filo conduttore dell’esperienza è rimasto quello iniziale: andare alla ricerca di una Roma capace di sorprendere anche chi pensa di conoscerla già. È forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del turismo culturale contemporaneo: non limitarsi a visitare ciò che è già universalmente conosciuto, ma cercare le storie che si nascondono dietro le porte, nei quartieri, nelle abitazioni e negli edifici che hanno attraversato epoche diverse. Luoghi nei quali la storia non viene semplicemente esposta, ma continua in qualche modo a essere vissuta. E in questa prospettiva, la visita a Casa Moravia assume un significato particolare: portare con sé non soltanto il ricordo di uno scrittore e della sua opera, ma la sensazione di essere entrati, per qualche ora, nella sua quotidianità, nei suoi luoghi di lavoro e nelle relazioni che hanno accompagnato una parte importante della cultura italiana del Novecento. Ed anche il piccolo gesto del succo di melograno offerto all’arrivo nel palazzo di Monti sembra racchiudere lo spirito dell’intera giornata. È un modo delicato per ricordare che ogni viaggio, anche dentro una città conosciuta come Roma, può cominciare da una storia che non avevamo ancora ascoltato. Italian Travel Press (ITP) riunisce giornalisti e comunicatori provenienti da diverse regioni d’Italia: professionisti, freelance, scrittori ed esperti di comunicazione o di discipline legate al viaggio, accomunati dalla passione per un’informazione di qualità. L’associazione nasce con l’obiettivo di raccontare e comunicare turismo, cultura, enogastronomia e ambiente, puntando sulla formazione, sulla professionalità e sulla competenza. Al centro c’è anche il valore della rete e della collaborazione tra colleghi, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze. La sede nazionale è a Venezia, presso la FNSI – Sindacato Giornalisti del Veneto, con diramazioni in tutta Italia.




