Nell’incanto senza tempo di Palazzo Balbi, affacciato sul Canal Grande, l’8 aprile 2026, Claudio Baglioni ha ricevuto il titolo di Ambasciatore della Bellezza, conferito dal Festival della Bellezza e dalla Regione del Veneto, in una cerimonia che ha sancito un legame consolidato tra l’artista e il Festival nel segno dell’“Arte nell’Arte”, intesa come dialogo tra creazione contemporanea e luoghi simbolici del patrimonio storico. A consegnare il riconoscimento sono stati il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e la direttrice generale del Festival Alessandra Zecchini, che hanno donato all’artista il disegno originale del logo della manifestazione. Il riconoscimento, alla memoria del critico d’arte Philippe Daverio, che contribuì all’ideazione del Festival in luoghi simbolo del patrimonio storico-artistico e ne fu il primo ambasciatore, rappresenta un’investitura culturale attribuita a intellettuali e artisti distintisi nel promuovere la bellezza come avventura del pensiero. A riceverlo figurano anche Paolo Sorrentino, Umberto Galimberti, Amos Oz, Fanny Ardant, Alberto Arbasino, Ennio Morricone, Massimo Cacciari e Ornella Vanoni. La motivazione per Baglioni: “Dal talento dell’Artista nell’esprimere i sentimenti e le emozioni attraverso storie, suoni e metafore che si sono impressi nell’immaginario e nello spirito di un popolo per più generazioni com’è nella tradizione dei grandi poeti. E nell’anno in cui il tema del Festival è il Simbolico, l’ideale Ambasciatore della Bellezza è il Poeta”. Nel suo intervento Alberto Stefani ha dichiarato: “Venezia è la capitale mondiale della bellezza. Ed è quindi naturale accogliere qui, gli organizzatori del 13º Festival della Bellezza e il suo ambasciatore, Claudio Baglioni. Ringrazio l’associazione culturale Idem, Alessandra Zecchini e Alcide Marchioro per aver realizzato questa rassegna e per aver coinvolto il maestro Baglioni – prosegue – Assicuro che il Veneto continuerà ad essere protagonista nella promozione di occasioni di condivisione culturale e di riscoperta del patrimonio architettonico e artistico di questo territorio unico”. Al centro dell’edizione 2026 del Festival della Bellezza vi è il tema del Simbolico, sul quale Baglioni ha riflettuto affermando: “Mi ha colpito molto il titolo di questa edizione del Festival della Bellezza, “Il simbolico” perché il simbolico, la parola simbolo e tutti gli annessi e connessi, derivano da una parola greca, poi entrata anche nella lingua latina che significa “mettere insieme, gettare insieme” tant’è che sembra che tutto fosse parte di un rituale per il quale quando certe persone si conoscevano spezzavano un utensile, qualcosa di terracotta, e poi potevano riconoscersi facendo di nuovo combaciare i due pezzi. Quindi la parola simbolo significa “rispettare un patto”, “come trovare da un piano reale un secondo piano irreale che in qualche maniera poi si congiungono, si sovrappongono. Siamo veramente bisognosi di simboli, e li andiamo a cercare perché accrescano la nostra possibilità di indagare tutto ciò che ci circonda”. Il riconoscimento si lega al progetto live GrandTour “La Vita è Adesso”, che prenderà avvio il 29 e 30 giugno in Piazza San Marco, nel cuore di Venezia, per poi proseguire il 2 luglio al Castello Scaligero a Villafranca di Verona, il 4 luglio nella Piazza del Castello a Marostica e il 5 luglio al Castello Carrarese a Este; Baglioni ha spiegato il senso del progetto dichiarando: “Questo sarà un GrandTour, come diceva Alessandra Zecchini, all’insegna di quelli che erano i viaggi di formazione che i giovani aristocratici o artisti facevano, venendo a vedere dal nord d’Europa le cose belle, le cose che potevano formarli, che potevano educarli a questa ricerca, a questa idea della meraviglia, dello stupore, dell’incanto, che ci manca tantissimo. Siccome nel mondo accadono tanti fatti negativi, e credo che nessuno di noi abbia realmente la capacità, la potenza per poter deviare questo corso, possiamo far diminuire le cose brutte e negative e possiamo aumentare quelle belle e ce ne sono veramente tante”. La visione artistica richiama lo spirito dei Grand Tour settecenteschi, viaggi di formazione intrapresi da artisti e intellettuali europei con l’Italia come meta privilegiata, capaci di trasformare chi li compiva, e allo stesso modo questi concerti si configurano come esperienze immersive in cui musica e luoghi si intrecciano generando memoria condivisa. L’edizione 2026 del Festival della Bellezza, promossa tra i Grandi Eventi della Regione Veneto, si aprirà il 4 maggio al Palazzo della Ragione, a Padova, con Niccolò Ammaniti e si svilupperà fino a ottobre con 50 appuntamenti in 30 luoghi, toccando Villa Medici a Roma, il Castello Sforzesco a Milano, l’Anfiteatro del Vittoriale a Gardone Riviera e il Tempio di Hera nel territorio di Selinunte, con il Veneto come fulcro attraverso un itinerario che comprende il Teatro Romano a Verona, il Teatro Olimpico e la Basilica Palladiana a Vicenza, Villa Barbaro a Maser, fino al Memoriale Brion e alla Collezione Peggy Guggenheim ancora a Venezia; il Veneto sarà infatti il cuore dell’edizione con 17 luoghi d’arte in un itinerario che attraversa oltre venti secoli di storia, dal mondo classico al Novecento, includendo anche Villa Guarienti a Punta San Vigilio sul Lago di Garda. Il Festival, un unicum nel panorama internazionale, è organizzato dall’associazione culturale Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro e il sostegno di Generali attraverso il programma Valore Cultura; in questo quadro il riconoscimento a Baglioni assume il valore di una funzione più che di un traguardo, indicando nella bellezza non un oggetto da celebrare ma un’esperienza da attraversare, capace di tenere insieme musica, luoghi e memoria e di restituire, proprio attraverso il simbolo, una possibilità di lettura condivisa del presente.



