C’è un ritorno che non è soltanto televisivo, ma anche culturale ed emotivo, perché riapre un immaginario collettivo che, nel tempo, ha saputo trasformare una storia familiare in un linguaggio condiviso, capace di attraversare generazioni. Finalmente dopo oltre un decennio di assenza, una delle famiglie più amate della televisione italiana torna a bussare alle porte del pubblico con una nuova stagione carica di emozioni, nostalgia e attualità. “I Cesaroni – Il ritorno”riporta in prima serata su Canale 5, a partire da lunedì 13 aprile 2026, un racconto popolare che ha saputo, nel tempo, entrare nell’immaginario collettivo, restituendo uno spaccato autentico e riconoscibile della vita familiare italiana. Un ritorno celebrato insieme ai fan in un appuntamento speciale, con la presentazione ufficiale, venerdì 10 aprile, al Teatro Palladium, nel cuore del quartiere simbolo della serie, la Garbatella, da sempre l’anima dove tutto ha avuto inizio. Un evento lancio importante alla presenza di Giampaolo Letta, guida della nuova Direzione fiction e cinema di Mediaset, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film, e dei rappresentanti di Mediaset/RTI. Nel corso dell’incontro ha preso la parola Verdiana Bixio, presidente Publispei, per illustrare il progetto e ricordare con emozione anche la figura del padre, Carlo Bixio, definito dallo stesso Amendola “il vero padre de I Cesaroni”, sottolineando il legame profondo con la storia produttiva della serie e con le sue origini. Presente all’incontro anche il cast al completo. Prodotta da RTI e Publispei, la serie si presenta come un ponte tra passato e presente. Scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera, questa nuova stagione – composta da dodici episodi – mantiene intatto il cuore originario del racconto, aggiornandolo alle trasformazioni sociali e relazionali contemporanee. Ambientata ancora una volta nella storica cornice della Garbatella, la serie ritrova il suo protagonista Giulio Cesaroni, interpretato da Claudio Amendola, – regista anche della serie – in una fase diversa della vita: più maturo, segnato dalle perdite ma ancora profondamente radicato nei valori dell’amicizia e della famiglia, mentre il legame con il passato si rinnova attraverso i figli ormai cresciuti. Il tempo, tuttavia, non è passato invano: la famiglia si è allargata e trasformata. Nuove convivenze, nuovi affetti e nuove generazioni entrano in scena, portando con sé dinamiche inedite. Il fulcro narrativo resta la storica bottiglieria di famiglia, oggi minacciata da una crisi finanziaria e da tensioni interne, alimentate anche dalle manovre di Augusto, interpretato da Maurizio Mattioli. È proprio attorno a questo spazio simbolico che si intrecciano i conflitti e le speranze della nuova stagione. Il cast riunisce quindi volti storici e nuove generazioni. Tornano Claudio Amendola, Elda Alvigini (Stefania), Ludovico Fremont(Walter Masetti), Matteo Branciamore (Marco Cesaroni), Niccolò Centioni (Rudi), Federico Russo (Mimmo) e Maurizio Mattioli (Augusto Cesaroni). Accanto ai protagonisti storici si inseriscono i nuovi personaggi: Marta Filippi (Virginia), Pietro Serpi (Adriano), Valentina Bivona(Marta), Andrea Arru (Olmo), Chiara Mastalli (Ines), Melissa Monti… Ricky Memphis e Lucia Ocone entrano invece nella storia rispettivamente nei ruoli di Carlo e Livia, portando nuova energia e nuove dinamiche narrative. Completano il quadro le partecipazioni speciali di Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, nei panni di sé stessi, in due incursioni fantastiche, pop contemporanee. La serie introduce inoltre temi più attuali, come quello della neurodivergenza attraverso il personaggio di Olmo, ampliando lo spettro narrativo e il dialogo con la contemporaneità. Dal punto di vista registico, Amendola restituisce un racconto profondamente personale e affettivo. Nelle sue parole emerge un legame viscerale con la serie, descritta non come un semplice progetto ma come una vera dimensione umana, segnata anche dal ricordo di Antonello Fassari, presenza simbolica e affettiva che continua ad abitare l’universo dei Cesaroni. La produzione ha coinvolto numerose location romane – dalla Garbatella al Pigneto – e un ampio dispiegamento di risorse umane e tecniche, confermando la complessità e l’ambizione del progetto. “I Cesaroni – Il ritorno” si configura così come un racconto capace di tenere insieme leggerezza e profondità, tradizione e sguardo contemporaneo. Promette autenticità: quella di legami imperfetti, rumorosi, ma tenaci, capaci di resistere al tempo e ai cambiamenti. Come osserva Claudio Amendola, i Cesaroni rappresentano un luogo emotivo prima ancora che narrativo: uno spazio in cui ci si ritrova anche quando tutto sembra andare altrove. Ed è significativo che oggi questo racconto si apra a una visione più ampia, dove i legami contano più delle definizioni e dove l’idea stessa di “casa” si fa inclusiva, mobile, contemporanea. Amendola ha raccontato così l’esperienza alla guida della nuova stagione: “Dirigere questa serie è stato emozionante, divertente, faticoso, commovente, difficile e facile allo stesso tempo: una girandola di emozioni con una stella polare precisa, non tradire la storia dei Cesaroni e restituire al pubblico quella sensazione di familiarità e riconoscibilità”. Ha poi aggiunto una riflessione attuale: “Parlare di famiglia oggi significa essere inclusivi a tutto tondo. La famiglia è il luogo in cui si trovano punti di riferimento e amore, a prescindere dalle inclinazioni e dall’orientamento di una coppia. Famiglia dovrebbe voler dire casa sempre”. Non è quindi solo finzione: lo stesso Amendola racconta il set come una comunità vera, costruita nel tempo, fatta di fiducia, ironia e appartenenza. Una dimensione che attraversa lo schermo e arriva allo spettatore con una sincerità sempre più rara. In questo senso, il ritorno dei Cesaroni assume anche un valore culturale: in un’epoca segnata da frammentazione e velocità, ripropone un racconto corale, accessibile ma non superficiale, capace di parlare a generazioni diverse senza perdere identità. Un elemento simbolico accompagna questo ritorno: il titolo “I Cesaroni – Il ritorno” si presenta nei colori giallo e rosso di Roma e inserisce, tra la “s” e la “a”, un piccolo cuore. Un segno che restituisce l’anima della serie, radicata in un’identità popolare precisa e, allo stesso tempo, capace di parlare attraverso il linguaggio universale dei sentimenti quelli veri che vengono dal profondo del cuore. Un plauso particolare va al Maestro Guerra, agli autori, agli sceneggiatori e a tutte le maestranze che hanno lavorato al progetto: proprio come in una grande squadra, fatta di complicità e condivisione. A suggellare questo ritorno, la sigla: le note inconfondibili e le immagini di una famiglia che, saltando, con la sua energia contagiosa, rientreranno nelle case degli italiani, portando allegria e quella leggerezza capace di far sorridere e riflettere.
Assolutamente consigliata.












