Castelfranco Veneto (TREVISO) – Portofranco รจ una mostra di arte contemporanea ospitata a Palazzo Soranzo Novello, nel cuore di Castelfranco Veneto. ร un luogo con piรน vite addosso: prima dimora storica, poi banca, oggi spazio che torna ad aprirsi alla cittร . E forse รจ proprio questo il punto piรน interessante: qui non si entra in un contenitore neutro, ma in un edificio che โparlaโ giร prima delle opere.
Palazzo Soranzo Novello ha radici antiche: nasce su un nucleo medievale, ma prende la forma che conosciamo nel Settecento. Fu legato prima alla famiglia veneziana dei Soranzo nel โ300 e poi passรฒ ai Novello nel โ700, che lo ristrutturarono dandogli lโimpronta elegante che ancora si percepisce; tra i nomi associati ai lavori compare anche quello di Francesco Maria Preti, figura centrale per lโarchitettura di Castelfranco Veneto. Nel 1976 il palazzo cambiรฒ funzione: acquistato dalla Banca Popolare di Castelfranco Veneto, venne adattato a sede bancaria, lasciando convivere saloni storici e interventi piรน funzionali, tipici degli anni Settanta. La storia bancaria si รจ chiusa nel 2017 con il crack della Popolare di Vicenza. Dopo alcuni anni di chiusura, nel 2021 il Comune lo ha acquistato per avviare un nuovo futuro come polo museale e culturale della cittร .
Dentro questa storia fatta di passaggi e trasformazioni si inserisce Portofranco, visitabile fino al 14 febbraio 2026. La mostra non prova a โneutralizzareโ Palazzo Soranzo Novello: lavora sul dialogo tra stanze e opere, sfruttando la personalitร degli ambienti. Nel percorso compaiono anche nomi riconoscibili, come Maurizio Cattelan (artista) e Duane Hanson (scultore iperrealista), insieme a progetti speciali come quello di Alberto Zanetti (fotografo e artista visivo), che interviene proprio sulle ex stanze bancarie. Senza bisogno di grandi spiegazioni, ci si accorge che lโesperienza nasce dallโincontro: da una parte la memoria del palazzo, dallโaltra lavori contemporanei che la attraversano e, a tratti, la mettono in discussione.
Alla fine Portofranco lascia addosso una sensazione di aver attraversato un luogo che sta cambiando destino. Il palazzo non รจ solo bello o storico, e la mostra non รจ un episodio isolato: insieme raccontano una cittร che prova a riaprire spazi, a rimetterli in circolo, a farli tornare abitabili anche culturalmente. Si esce con lโidea che lโarte contemporanea, quando incontra un edificio cosรฌ stratificato, non ha bisogno di alzare la voce: puรฒ limitarsi a stare nelle stanze, a farle risuonare. E questo, oggi, รจ giร un modo concreto di fare cultura.

