ROMA – Sognatore, visionario, maestro dell’immaginazione: Federico Fellini è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema mondiale. Con film come “La dolce vita”, 8½ e “Amarcord”, ha saputo raccontare l’animo umano attraverso la lente del sogno, trasformando il quotidiano in poesia visiva. Il suo stile, ironico e surreale, ha ridefinito il linguaggio cinematografico, rendendolo un simbolo eterno dell’arte e della fantasia italiana. È a questa eredità che si ispira “Fellinesque – L’eterna danza di Fellini”, il nuovo documentario diretto dal regista Federico Mancuso, un progetto poetico e visionario che rende omaggio al genio di Rimini. Realizzato con il supporto della Fondazione Roma Lazio Film Commission, il film è stato presentato presso lo spazio Roma Lazio Film Commission – Auditorium Parco della Musica, dove ha riscosso grande attenzione e partecipazione da parte di pubblico e stampa. Già vincitore del Grifone d’Oro al LFF11 di Perugia e della Targa per la Migliore Opera Prima alla decima edizione del Ferrara Film Festival, il documentario si distingue per la sua capacità di restituire l’atmosfera magica, onirica e surreale che ha reso immortale il cinema di Fellini.
L’onorevole Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha annunciato che il film, per la sua importanza, verrà celebrato con una proiezione istituzionale presso la Camera dei Deputati, come riconoscimento del suo alto valore artistico e culturale. In quell’occasione, una medaglia della Camera dei Deputati sarà donata alla famiglia Fellini. Accanto al regista Federico Mancuso, erano presenti Fabio Melelli, storico del cinema e docente universitario, moderatore dell’incontro, e Franco Mariotti, giornalista, scrittore e profondo conoscitore del cinema d’autore. Il trailer, accolto con grande entusiasmo, ha mostrato anche tre protagonisti che oggi non ci sono più ma restano scolpiti nella memoria collettiva: Sandra Milo, Blasco Giurato e Alvaro Vitali. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche alcuni protagonisti del documentario: l’attrice Antonella Ponziani, il compositore Pericle Odierna, Angelo Iacono (segretario di produzione di diversi film di Fellini), Adriano Carboni (figlio di Rino Carboni, storico truccatore del Maestro), Alberto Catozzo (figlio di Leo Catozzo, inventore della celebre Pressa Catozzo e montatore di molte opere felliniane) e Giuseppe Bruno Bossio.
Tutti hanno condiviso aneddoti e ricordi, regalando al pubblico un momento di autentica memoria cinematografica. “Fellinesque – L’eterna danza di Fellini” è un documentario a tecnica mista, che unisce animazione tradizionale 2D e testimonianze reali, creando un linguaggio visivo di straordinaria originalità. La voce del clown narratore, simbolo dell’universo felliniano, è affidata ad Angelo Maggi, mentre oltre 25 animatori hanno contribuito alla realizzazione delle sequenze animate. Il film include interviste inedite a tecnici, artisti, familiari, docenti e critici che hanno conosciuto o collaborato con Fellini, arricchite dal prezioso materiale d’archivio delle Teche Rai. Tra gli oltre 20 intervistati figurano il premio Oscar Dante Ferretti, Francesca Fabbri Fellini, Alvaro Vitali, Sandra Milo, Liana Orfei, Antonella Ponziani, Giulio Base, Eva Grimaldi, Blasco Giurato, il “Re dei paparazzi” Rino Barillari e Angelo Iacono. Il documentario, estrapolato dal regista da oltre 24 ore di girato, gode anche degli auspici del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e del patrocinio della Facoltà di Lettere e del Dipartimento SARAS de La Sapienza Università di Roma, oltre che della Scuola Internazionale di Comics.
A impreziosire ulteriormente l’opera, le musiche originali del Globo d’Oro Pericle Odierna, la grafica e arte fumettistica del Maestro Milo Manara, e location evocative come il Grand Hotel di Rimini, il Grand Hotel St. Regis di Roma e naturalmente Cinecittà. Con “Fellinesque – L’eterna danza di Fellini”, Federico Mancuso firma un capolavoro di sensibilità e visione: un viaggio tra arte, sogno e memoria che rinnova il linguaggio del documentario e riaccende l’incanto del grande cinema italiano. Un’opera che non si limita a ricordare Fellini, ma lo fa rivivere — con eleganza, emozione e profonda autenticità — nel cuore di chi ama ancora sognare.







