Da venerdì 19 a domenica 21 settembre, Modena e i suoi territori si trasformeranno in un grande laboratorio di pensiero: oltre 150 eventi gratuiti – tra lezioni magistrali, dibattiti, spettacoli, mostre e laboratori – animeranno piazze, cortili e teatri sotto il segno della paideia, il progetto di formazione dell’umano che unisce sapere, valori e relazioni intergenerazionali.
Paideia: trasmissione e disobbedienza
Nel tempo delle rivoluzioni tecnologiche e dei rapidi cambiamenti sociali, il Festivalfilosofia 2025 si interroga sul ruolo dell’educazione e sulla natura stessa della conoscenza. Come si trasmette un valore? In quali contesti – dalla scuola alle arti, dalla famiglia alla comunità scientifica – si costruisce la “forma umana”? E quando la disobbedienza diventa motore di emancipazione anziché ostacolo alla trasmissione?
Sul palco e nei cortili di Modena, Carpi e Sassuolo si susseguiranno 56 lezioni magistrali e tavole rotonde, pensate per offrire nuovi concetti in grado di stimolare le domande giuste, in un dialogo aperto tra filosofia, scienze, arti e impegno civile.
Voci storiche e nuovi orizzonti
Il Festival rilancia il legame con i grandi protagonisti delle sue venticinque edizioni: da Massimo Cacciari a Umberto Galimberti, da Maurizio Ferraris a Michela Marzano, da Roberto Esposito a Salvatore Natoli. Si ascolteranno le Lectio di Alessandro Aresu, Ivano Dionigi, Matteo Lancini e Chiara Valerio.
Accanto a queste “voci storiche”, il programma presenta 24 new entry internazionali e nazionali: dal giurista e Creative Commons advocate James Boyle allo storico Donald Sassoon; da Marina Garcès, filosofa catalana, a Daniel Innerarity, tra i più acuti interpreti del pensiero contemporaneo; da Ernesto Galli della Loggia a Nicola Lagioia, dallo studioso di filosofia della tecnica Sybille Krämer al sociologo Raffaele Mantegazza.
Classici, performance e laboratori
Nella sezione “La lezione dei classici”, studiosi di fama internazionale commenteranno testi chiave della tradizione occidentale, per rileggere i modelli che hanno definito il concetto di paideia. Parallelamente, oltre 30 mostre e installazioni – promosse da un’ampia rete di 170 partner culturali – esploreranno il rapporto tra eredità artistica e rinnovamento delle forme espressive.
Non mancheranno infine spazi partecipativi: workshop, laboratori e “cene filosofiche” inviteranno il pubblico a sperimentare di persona tecniche di insegnamento, narrazione e pratica artistica, con performance di teatro, musica e arti visive curate da nomi come Alessandro Bergonzoni, Paolo Di Paolo e Riccardo Staglianò.
Oltre alla presenza, l’online
A riprova dell’attenzione al pubblico online, il Festival potenzierà le dirette streaming delle lezioni sui propri canali, rendendo accessibili contenuti e dibattiti anche a chi non potrà raggiungere fisicamente l’Emilia. L’intero programma dettagliato sarà pubblicato la settimana successiva all’evento, ma l’invito è già lanciato: non lasciamo spegnere il filo che ci unisce al passato e al futuro del sapere.