Roma – Non è una mostra riservata soltanto agli appassionati di storia dell’arte o agli studiosi dell’Ottocento e del primo Novecento. È un’esperienza che conquista chiunque varchi la soglia, perché davanti a queste opere non si resta semplici spettatori: ci si ferma, si rallenta, si resta quasi sospesi. I dipinti esposti sono di una bellezza tale da spingere a soffermarsi su ognuno di essi, a scrutarne i colori, le pennellate, la luce, lasciandosi letteralmente incantare.
Al Museo dell’Ara Pacis di Roma è in corso “IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, un percorso che attraversa uno dei momenti più rivoluzionari della storia dell’arte occidentale con opere straordinarie provenienti da una delle collezioni più prestigiose degli Stati Uniti. Il visitatore – ad oggi si registra una media di 1250 presenze al giorno con una proiezione di oltre 180.000 a fine mostra – viene accompagnato lungo un viaggio che parte dalla seconda metà dell’Ottocento e si spinge fino alle avanguardie del Novecento. È il racconto di una trasformazione radicale: lo sguardo sull’uomo e sulla natura cambia, il colore si emancipa, la forma si libera, la pittura diventa emozione pura e ricerca. Tra le sale si incontrano i protagonisti dell’Impressionismo e delle sue evoluzioni: la grazia vibrante delle ballerine di Edgar Degas, la luce calda e avvolgente di Pierre-Auguste Renoir, la costruzione rigorosa e innovativa di Paul Cézanne… E ancora l’intensità emotiva e cromatica di Vincent van Gogh, le armonie raffinate di Henri Matisse, le rivoluzioni formali di Pablo Picasso…Il percorso si amplia poi alle avanguardie europee, con uno sguardo che si estende fino all’area tedesca: dalle tensioni spirituali di Wassily Kandinsky alla forza espressiva di Max Beckmann. È un susseguirsi di capolavori che testimoniano la nascita della modernità artistica. Opere che saranno visitabili fino ai primi di maggio, offrendo ancora per poco l’opportunità di ammirare in Italia una selezione così rara e preziosa per concedersi un’esperienza che rimane addosso. Davanti a questi dipinti si ha la sensazione di entrare in un dialogo silenzioso con gli artisti, di cogliere il momento esatto in cui la pittura smette di imitare la realtà e comincia a reinventarla. Ogni sala è una scoperta, ogni quadro un invito a riflettere che ci si trova in uno spazio temporale unico, in una di quelle occasioni che difficilmente si ripetono: opere custodite oltreoceano riunite in un unico percorso, capaci di raccontare la nascita della modernità attraverso emozioni immediate, potenti, universali. Uscendo, si ha la sensazione di aver visto qualcosa di irripetibile. Perché la bellezza di questi capolavori merita di essere vissuta dal vivo per osservare da vicino opere che hanno cambiato per sempre il modo di dipingere e di guardare il mondo. È un appuntamento che va oltre la semplice visita museale: è un incontro diretto, un tempo diverso, fatto di stupore, silenzio e contemplazione. Per questo è una mostra da vivere non solo per il prestigio dei nomi o per l’importanza storica delle opere, ma per l’emozione rara di trovarsi davanti a dipinti straordinari. La mostra è curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, e’ promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Occasioni così non si ripetono facilmente. Assolutamente consigliata.








