La questione dello studente sospeso all’Istituto Barozzi di Modena per aver rilasciato un’intervista è rimbalzata su praticamente tutte le testate nazionali più prestigiose.
Ieri è arrivata la notifica della sospensione di 12 giorni al rappresentante d’istituto Damiano Cassanelli reo di aver rilasciato alla Gazzetta di Modena un’intervista in cui denunciava alcuni problemi che si verificavano all’interno dell’istituto, tra cui le perquisizioni che avrebbero subito gli studenti all’ingresso.
Oggi è uscita una bizzarra lettera aperta della preside Lorella Marchesini in cui si legge che “Il “Barozzi” di Modena non è una scuola autoritaria e punitiva”.
Una frase che si commenta da sola anche considerato il fatto che proprio nella giornata di oggi hanno iniziato a circolare video e foto che testimoniano le perquisizioni avvenute.
“Tutti gli studenti erano ammassati davanti alla porta e facevano entrare due o tre persone al massimo alla volta invitandoci ad alzare le braccia in modo che potessero controllarti la borsetta per poi farci lasciare lo zaino in un atrio incustodito”, dichiara uno studente alla Gazzetta di Modena a cui si aggiungono allineate altre affermazioni sempre da parte degli alunni.
Sempre nella missiva della dirigente vi è scritto che “Il Consiglio certo non ha inteso calpestare la libera espressione del pensiero”. Eppure lo ha fatto alla grande.
È lecita e giusta la domanda della Marchesini “fin dove può spingersi la libertà di esprimere il proprio pensiero senza ledere la dignità e la reputazione altrui?”, ma è dalle proprie azioni, prima che dalle parole degli altri che dipende la propria reputazione. Che reputazione può avere una scuola che perquisisce all’ingresso i suoi alunni?
Ritenere le dichiarazioni di Damiano “denigratorie nei confronti dell’istituzione e dell’intera comunità scolastica” solo perché di denuncia pubblica di situazioni intollerabili che si stanno dimostrando vere è assurdo e diseducativo.
La scuola è una delle istituzioni più importanti dello Stato e dovrebbe voler bene alla Costituzione della nazione che rappresenta che recita all’articolo 21
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”