Mentre vengono bloccate stazioni in più parti d’Italia, a Parma i manifestanti proPal hanno occupato la sede universitaria di Via D’Azeglio. Lì si sono incontrati con alcuni militanti di Azione Universitaria (associazione studentesca di destra). La folla a sostegno della Global Sumud Flotilla ha lanciato più volte cori contro i ragazzi di AU. “Fuori i fasci dall’Università”, urlano i giovani sommersi da bandiere della Palestina, di UDU (Unione degli Universitari, vicinissima al Partito Democratico) e di SSU (Sinistra Studentesca Universitaria) nei video arrivati a Supercultura. “Fasci, carogne, tornate nelle fogne” strillano, inoltre, gli occupanti provenienti perlopiù dai centri sociali.
Insomma, quella che doveva essere una manifestazione a sostegno del popolo palestinese e della Flotilla (di cui si fa fatica a trovarne l’ultilità) è divenuta un pretesto per attaccare gratuitamente a suon di insulti ragazzi che hanno la sola colpa di avere un orientamento politico differente.
Di cose che non tornano in tutto questo ce ne sono tante. Manifestazioni senza uno scopo ben preciso a sostegno di una missione politica insensata, inutile e pericolosa. Ma la cosa più insensata è scioperare nei luoghi di cultura come le Università. Perché l’antidoto per estirpare la violenza e la guerra alla radice si chiama proprio cultura. Non è un caso che “studiare” derivi dal latino “studium” che vuol dire “amore”. Questo, però, gli occupanti intenti ad odiare e a scioperare non lo sanno. Maledetta ignoranza!