C’è stato un filo rosso, nella notte dei David di Donatello a Cinecittà: il bisogno di raccontare l’Italia attraverso storie vive, popolari, profondamente umane. A imporsi è stato Le città di pianura, diventato da piccolo caso cinematografico nato dal passaparola a grande vincitore della serata con otto premi, compresi miglior film, regia e produzione. Ma oltre ai riconoscimenti, l’edizione di quest’anno ha restituito l’immagine di un cinema che prova ancora a interrogare il presente, tra provincia e memoria, impegno civile e desiderio di comunità. Sul palco, alla conduzione della cerimonia, Flavio Insinna e Bianca Balti hanno accompagnato una serata attraversata da discorsi intensi e personali: dall’appello di Matilda De Angelis a difendere la cultura, al richiamo di Lino Musella alla Global Sumud Flotilla, fino alla gioia incontenibile di Aurora Quattrocchi, che a 83 anni ha celebrato il valore delle grandi sale cinematografiche.Tra i momenti più attesi della serata, il David dello Spettatore assegnato a Buen Camino di Checco Zalone, premiato per gli oltre nove milioni e mezzo di spettatori, è stato ritirato sul palco dall’ad di Medusa Giampaolo Letta e dal produttore Marco Cohen. E mentre fuori da Cinecittà protestavano le maestranze del settore, dentro il cinema italiano cercava ancora una volta di raccontare sé stesso, le sue fragilità e la sua necessità di esistere.
Questi i premi assegnati:
MIGLIOR FILM
Le città di pianura – Prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter, per la regia di Francesco Sossai
MIGLIOR REGIA
Francesco Sossai per Le città di pianura
MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Margherita Spampinato per Gioia mia
MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Francesco Sossai e Adriano Candiago per Le città di pianura
MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia per Le assaggiatrici
MIGLIOR PRODUTTORE
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, Con Rai Cinema, in Collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter per Le città di pianura
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Aurora Quattrocchi per Gioia mia
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Sergio Romano per Le città di pianura
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Matilda De Angelis per Fuori
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Lino Musella per Nonostante
MIGLIOR CASTING
Adriano Candiago per Le città di pianura
MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Paolo Carnera per La città proibita
MIGLIORE COMPOSITORE
Fabio Massimo Capogrosso per Primavera
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“Ti” – Musica e testi di Marco Spigariol (in arte Krano) interpretata da Krano dal film Le città di pianura
MIGLIORE SCENOGRAFIA
Andrea Castorina, Marco Martucci per La città proibita
MIGLIORI COSTUMI
Maria Rita Barbera, Gaia Calderone per Primavera
MIGLIOR TRUCCO
Esmé Sciaroni per Le assaggiatrici
MIGLIOR ACCONCIATURA
Marta Iacoponi per Primavera
MIGLIORE MONTAGGIO
Paolo Cottignola per Le città di pianura
MIGLIOR SUONO
Presa diretta Gianluca Scarlata, Montaggio del suono Davide Favargiotti, Creazione suoni Daniele Quadroli, Mix Nadia Paone per Primavera
MIGLIORI EFFETTI VISIVI – VFX
Stefano Leoni, Andrea Lo Priore per La città proibita
MIGLIOR DOCUMENTARIO – PREMIO DAVID CECILIA MANGINI
Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Everyday in Gaza di Omar Rammal
DAVID GIOVANI
Le assaggiatrici di Silvio Soldini
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra) di Paul Thomas Anderson
DAVID DELLO SPETTATORE
Buen camino di Gennaro Nunziante
DAVID ALLA CARRIERA
Gianni Amelio
DAVID SPECIALE
Bruno Bozzetto
PREMIO SPECIALE CINECITTÀ DAVID 71
Vittorio Storaro
In un momento complesso per l’industria audiovisiva, tra trasformazioni del mercato, crisi delle sale e precarietà del settore, i David di Donatello continuano a rappresentare molto più di una semplice premiazione. Restano il luogo simbolico in cui il cinema italiano si riconosce, si interroga e prova a immaginare il proprio futuro. Celebrare i film significa allora celebrare anche il lavoro collettivo che li rende possibili: autori, interpreti, tecnici, maestranze e produttori. E forse il senso più profondo di questa edizione è stato proprio questo: ricordare che il cinema non è soltanto intrattenimento, ma uno strumento culturale capace di raccontare il Paese, conservarne la memoria e dare forma alle sue contraddizioni, alle sue paure e ai suoi desideri. E finché ci saranno storie capaci di emozionare, dividere, far discutere e riconoscere un Paese dentro uno schermo, il cinema italiano continuerà ad avere un futuro. E tra conferme, sorprese e nuovi protagonisti, i David di Donatello hanno così restituito la fotografia di un cinema italiano vivo, inquieto e ancora capace di lasciare il segno.












