Inutile negarlo, l’arte italiana è capace di esercitare un forte fascino su chiunque, e i grandi scrittori non fanno eccezione. Tra questi troviamo il giallista contemporaneo Dan Brown autore, tra i suoi tanti romanzi, di “Angeli e Demoni” ambientato proprio nel nostro Bel Paese, in particolar modo tra Roma e il Vaticano. La storia segue le avventure in suolo italiano del professore di simbologia religiosa ad Harvard, Robert Langdon, richiamato a Roma dal CERN in seguito all’assassinio di un ricercatore sul cui cadavere viene scoperto un simbolo degli Illuminati, setta che, contemporaneamente aveva rapito quattro cardinali durante il conclave che si svolgeva simultaneamente al primo delitto. Langdon inizierà dunque una duplice ricerca: ritrovare l’antimateria e fare chiarezza sull’assassinio e i rapimenti. La pista da seguire? Indizi nascosti nell’arte e nell’architettura della capitale. Tra le opere citate ci sono diversi lavori del Bernini, vediamole più da vicino:
- Chiesa di Santa Maria del Popolo (Cappella Chigi): questa chiesa sorge ai margini di Piazza del Popolo, la sua struttura di base è stata realizzata nel 1099, ma Bernini vi apportò le sue modifiche solo nel Seicento durante l’arricchimento di spirito barocco della stessa. In particolare, Gian Lorenzo Bernini, completò con i suoi lavori la Cappella Chigi, precedentemente progettata da Raffaello; la cappella fu commissionata dal banchiere Agostino Chigi, uno degli uomini più ricchi del Rinascimento italiano, come luogo di sepoltura della sua famiglia. La pianta è a croce greca, sormontata da una cupola musiva decorata da rappresentazioni di pianeti. In particolare, troviamo il contributo del Bernini in due statue, posizionate nelle nicchie sulle pareti, ovvero: “Abacuc e l’Angelo” che raffigurava il profeta dall’espressione sorpresa mentre un angelo lo trascina per i capelli, opera piena di movimento e teatralità, e il “Daniele nella fossa dei leoni” che mostra il profeta inginocchiato mentre prega, con un’espressione estatica sul volto; ai suoi piedi troviamo un leone, a simboleggiare il miracolo che lo salvò.
- Estasi di Santa Teresa (Chiesa di Santa Maria delle Vittorie): questa statua, che si trova nella chiesa di Santa Maria delle Vittorie, più precisamente nella Cappella Cornaro, venne realizzata in un periodo di crisi nella carriera del Bernini (1647-1652) su commissione del cardinale Federico Cornaro. L’opera raffigura la mistica spagnola Santa Teresa D’Avila, colta nel momento della sua visione: nella scena vediamo un angelo che la trafigge con un dardo d’oro, simbolo dell’amore divino, con un sorriso stampato sul volto sereno; la Santa è rappresentata con gli occhi semichiusi e il capo reclinato mentre abbandona completamente il suo corpo a un misto di dolore e piacere mistico. Nonostante al suo tempo creò molto scalpore, con molti critici che vedevano nella posa di Santa Teresa una forte carica erotica, l’intento dell’autore era quello di dare un’espressione artistica alla sola estasi mistica. Bernini, oltre a scolpire la scena, concepì anche il contesto architettonico in cui sarebbe stata inserita che è poi stato realizzato andando a creare una stupenda cornice teatrale nella quale troviamo: la scultura al centro, ai suoi lati rilievi di alcuni componenti della famiglia Cornaro seduti su dei palchi, luce naturale che arriva dall’alto tramite una finestrella nascosta e che si riflette sui raggi di bronzo implementati nell’opera.
- Fontana dei Quattro Fiumi (Piazza Navona): la fontana, situata al centro di Piazza Navona, davanti alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone, fu realizzata tra il 1648 e il 1651 dal Bernini e altri scultori a lui affiliati. La fontana è composta da un gruppo scultoreo ricco di elementi che vanno a creare un effetto teatrale tipico dell’età barocca. Nell’opera troviamo rappresentati: un bacino, una scogliera, un obelisco e, infine, le statue dei Quattro Fiumi che rappresentano quattro dei fiumi più importanti del mondo conosciuto di quei tempi (Danubio, Nilo, Gange e Rio della Plata). La simbologia di questi elementi è interessante e tutta da scoprire: i Quattro Fiumi rappresentano i continenti all’epoca conosciuti, sottolineando il dominio che la Chiesa esercitava sull’intero mondo emerso, inoltre ogni fiume ha un dettaglio distintivo, il Nilo ha la testa coperta (per richiamare le sue sorgenti ignote), il Gange è affiancato a un remo (che simboleggia la sua navigabilità), il Danubio che tocca lo stemma papale (per la sua vicinanza a Roma) e il Rio della Plata seduto su un cumolo di monete (simbolo della ricchezza del Nuovo Mondo); l’obelisco è decorato da una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo e stemma della famiglia Pamphilj a cui apparteneva il Papa committente; l’acqua e le rocce servono invece a dare movimento alla scultura.
Queste opere hanno un ruolo fondamentale nel romanzo dell’autore americano, e sono i punti chiave del “Cammino dell’Illuminazione” che i protagonisti seguono per portare alla luce la verità sugli ultimi crimini commessi al Vaticano e a Roma. Se non l’avete ancora fatto, vi invito a recuperare la lettura di “Angeli e Demoni”, che riesce ad unire una storia misteriosa ed entusiasmante con una vera e propria celebrazione dell’arte italiana.