
Inclusione, educazione e partecipazione attiva: la nuova stagione dell’Unione Danza Italia è un manifesto per il riconoscimento della danza come bene sociale e culturale.

L’Unione Danza Italia (UDI) inaugura una nuova stagione progettuale che guarda alla danza non solo come arte e disciplina sportiva, ma come leva concreta di trasformazione sociale.
Al centro del piano, già presentato a numerosi rappresentanti delle istituzioni italiane tra Camera, Senato, Regioni e Comuni (con il Lazio come regione capofila), una serie di progetti che puntano sull’inclusione, sul contrasto alla marginalità e sull’educazione delle nuove generazioni.

“Balla la Città” è il primo grande motore di questo percorso: un tour in 30 tappe che porterà la danza nelle piazze italiane, trasformandole in spazi aperti di espressione, bellezza e coesione. Scuole, accademie, Comuni e cittadini saranno coinvolti in un progetto che intende dare nuova centralità alla cultura locale e valorizzare il territorio come luogo di partecipazione e comunità.

Al fianco dell’iniziativa itinerante, l’UDI promuove la campagna nazionale “La danza come terapia e inclusione sociale”, che prevede l’erogazione di borse di studio e percorsi dedicati a giovani con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, persone con fragilità emotive e famiglie a basso reddito. La danza, in questo contesto, viene proposta come linguaggio educativo, strumento di cura e via di accesso alla piena espressione di sé.
Sul fronte culturale e narrativo, l’UDI propone una strategia comunicativa integrata che coinvolge scuole e territori. Il docufilm “Anna e la Danza” e il libro “Doppio Passo”, accompagnati da materiali educativi e laboratori didattici, sono al centro di un progetto di sensibilizzazione rivolto al mondo scolastico, con focus su neurodivergenze, inclusione e crescita personale.
Non meno centrale è il progetto “Danza nei Teatri”, nato per rendere i palcoscenici italiani accessibili e capaci di raccontare, attraverso performance e laboratori, storie di diversità, resilienza e dialogo intergenerazionale. I teatri diventano così luoghi di cambiamento, dove l’arte incontra il sociale.
L’UDI ha infine attivato una campagna contro il bullismo e la violenza nelle scuole, unendo danza e impegno civico. Ballerini, studenti e istituzioni scolastiche saranno protagonisti di un movimento collettivo che parte dal Lazio ma mira a estendersi in tutta Italia.
Alla guida del progetto, il presidente Pier Luigi Sarzi Amadè, insieme al rappresentante dei maestri Stefano Fanasca, ha avviato un percorso di dialogo con il mondo politico, incontrando parlamentari e senatori per portare al centro dell’agenda pubblica i bisogni e le aspirazioni del comparto danza. Un passaggio strategico per ottenere quel riconoscimento che il settore attende da tempo.
Conclusa la fase di ascolto, l’UDI è pronta a dare avvio all’azione. Con un piano operativo solido e il sostegno crescente delle istituzioni, l’associazione punta a consolidare una visione ampia e ambiziosa: fare della danza un presidio culturale, educativo e sociale permanente, accessibile a tutti, capace di trasformare fragilità in valore e arte in cura.
