L’attesa è finita. Il Festival della Canzone Italiana è finalmente cominciato.
Una serata senza grosse polemiche terminata alle 2 di notte che ha avuto come protagonista la musica, come è giusto che sia. Ma si sa, il Festival è appena incominciato e tutto può ancora accadere.
Di seguito il riassunto della serata, la top 5 della Sala Stampa, le pagelle e un piccolo racconto dello scambio di battute avvenuto in Sala Stampa ieri mattina.
Il riassunto della serata
Il Festival di Sanremo si apre in maniera molto formale e istituzionale con la Fanfara del Quarto Reggimento dei Carabinieri che suona la Fedelissima al di fuori dell’Ariston.
La linea passa immediatamente a Marco Mengoni che, col sipario chiuso, apre le danze.
È quindi il momento di Amadeus che scende le scale facendosi il segno della croce e la memoria va all’edizione del 2020 aperta da Fiorello vestito da Don Matteo.
Bisogna attendere qualche esibizione con un teatrino col direttore d’orchestra De Amicis francamente evitabile che entra Zlatan Ibrahimovic. Questa gradevole sorpresa non era stata annunciata. I due scambiano qualche battuta, fanno ridere e sembra essere tornati nel 2021, ma con l’Ariston pieno.
Occorre attendere circa le 21.30 per l’esibizione emozionante e tanto attesa di Marco Mengoni che canta “Due Vite”. L’Ariston si illumina di torce di cellulari. Il microfono è bassissimo. Ma avranno cambiato il fonico dell’anno scorso?
Sono le ore 22.00 quando un mega striscione srotolato all’ingresso dell’Ariston da Fiorello recita “Ama pensati libero . È l’ultimo”. Poi lo showman scherza con Amadeus facendogli notare che poco prima si era seduto, durante un cameo con gli artigiani della qualità, sopra alle gambe del direttore di Rai Cinema.
Più avanti Giovanbattista Cutolo, Medaglia d’Oro al Valore Civile, detto Giò Giò, ucciso con tre colpi di pistola per aver difeso un amico, viene ricordato in un monologo sua mamma Daniela la quale dedica i fiori ad Amadeus, allo Stato da lei sentito vicino, a Napoli, all’altra sua figlia Lulù, agli amici di Giò Giò e alla giustizia.
Verso le 22.30 Mengoni scede le scale con una marea di cianfrusaglie. Scenetta abbastanza divertente, ma Mengoni rimane un cantante e non un comico. E si vede.
Passa un quarto d’ora e Lazza canta sul palco di Piazza Colombo “Cenere”. Il microfono inizialmente non funziona e lui stecca parecchio toccandosi l’in-ear. Anno nuovo, stessi problemi tecnici.
Scoccano le undici ed è la volta dell’omaggio a Toto Cutugno la cui voce inizia a diffondersi nel teatro con l’accompagnamento dell’orchestra del Maestro De Amicis. “Gli amori” è il brano scelto per ricordarlo.
Subito dopo c’è un piccolo spazio per l’entrata in scena della campionessa di sci Federica Brignone che rimane sostanzialmente muta. Le fanno annunciare la Bertè e poi sparisce.
Dieci minuti dopo Fiorello è dentro l’Ariston, sale sul palco ma a un certo punto si pietrifica, dallo schermo sceso dall’alto sul palco appare… Fiorello che dice che quello pietrificato sul palco è creato dall’intelligenza artificiale.
Verso le 23.35 Tedua dalla Costa Smeralda canta Hoe, brano tra i più streammati del suo ultimo album “La Divina Commedia”.
È verso mezzanotte una delle parti più belle della serata. Un medley spettacolare di Marco Mengoni che canta i suoi più grandi successi accompagnato da una marea di ballerini. Ovazione dell’Ariston meritatissima.
La serata, anzi, la nottata, procede spedita con un cantante annunciato dopo l’altro. Mengoni torna verso l’1.30 con un finto monologo e cita Anna Marchesini. In conferenza stampa la mattina aveva detto che proprio la Marchesini era una sua musa.
Sono circa le due meno venti che Amadeus si collega con l’Aristonello, che altro non è che il glass di Viva Rai 2 trasferitosi a Sanremo. Nel collegamento c’è Biggio e Fiorello, quest’ultimo imita il batterista dei Maneskin. Scena che poteva essere costruita meglio.
Alle 2, dopo l’arrivo della Top 5, la linea passa a Fiorello.
TOP 5 (Ha votato la Sala Stampa)
1) Loredana Bertè – “Pazza”
2) Angelina Mango – “La noia”
3) Annalisa – “Sinceramente”
4) Diodato – “Ti muovi”
5) Mahmood – “Tuta gold”
Le pagelle
Clara – “Diamanti grezzi” | Viene da Sanremo Giovani, è ovviamente molto emozionata, anche a fine esibizione. Canzone che parte tranquilla, poi prende ritmo ed entra bene in testa. Abbastanza radiofonica. Voto 7
Sangiovanni – “Finiscimi” | Look total white, mano destra che regge il microfono, la sinistra gesticola. Brano che non ingrana. Voto 4,5
Fiorella Mannoia – “Mariposa” | Canzone con testo splendido che porta la sua firma e quella di prestigiosi autori come Cheope. L’arrangiamento fa ballare e in questo modo il messaggio dedicato alle donne passa perfettamente. Voto 8,5
La Sad – “Autodistruttivo” | Di loro si è parlato molto per via dei loro testi opinabili. Capelli blu, rosa e verdi. Qualche nota la pigliano. “Qualche” cioè molto poche. A fine esibizione compaiono alle spalle dei cantanti tre figure, ognuna con un cartello in mano, sono del Telefono Amico. Numero sostenuto dai La Sad per la prevenzione di fenomeni come il suicidio. Sostenere il Telefono Amico è da voto 10, ma l’esibizione no. Voto 5
Irama – “Tu no” | Brano lontano da canzoni come “Nera” e più vicino allo stile de “La genesi del tuo colore”. Pezzo molto poco commerciale e parecchio intimo. Voto 6,5
Ghali – “Casa mia” | Una canzone come le altre, commerciale e sciapa. Magari entrerà in qualche classifica, ma solo per poco tempo. Voto 4,5
Negramaro – “Ricominciamo tutto” | La voce di Giuliano Sangiorgi può piacere o meno, ma è unica ed è il valore aggiunto a un brano carino, ma che non sfonda. Voto 6
Annalisa – “Sinceramente” | Brano orecchiabile in linea con la linea pop-radiofonica dell’ultimo periodo di Annalisa. Per carità, il pezzo non è male, ma è troppo commerciale per vincere il Festival. Eppure in molti la danno come favorita. Bah. Voto 6
Mahmood – “Tuta gold” | Pezzo molto lontano da “Brividi”, molto più commerciale e poco sanremese. Entra bene in testa, probabilmente l’ascolteremo molto in radio. Voto 6,5
Diodato – “Ti muovi” | Canzone carina, ma nulla di che. Enorme estensione vocale di Diodato. D’effetto l’entrata improvvisa dei ballerini. Voto 6
Loredana Bertè – “Pazza” | Rock aggressivo, gonna cortissima e grande potenza vocale. Bertè c’è. E si sente. Voto 8-
Geolier – “I p’ me tu p’ te” | Per chi non è di Napoli ci vogliono i sottotitoli in italiano. Canzone ballabile, ma sciapa e poco radiofonica. Voto 4,5
Alessandra Amoroso – “Fino a qui” | Il brano è bellissimo come l’arrangiamento, la sua voce è inimitabile. Potrebbe giustamente e meritatamente vincere. Esibizione che mozza il fiato. Voto 9-
The Kolors – “Un ragazzo una ragazza” | Pezzo all’Italodisco maniera: ballabile, radiofonico. commerciale e che entra in testa. Voto 6,5
Angelina Mango – “La noia” | Canzone tutt’altro che noiosa, sulla scia di “Che t’o dico a fa”. Melodia che profuma di Sud. Angelina sul palco canta e balla. È scatenata. Brano poco sanremese, ma molto orecchiabile. Voto 7
Il Volo – “Capolavoro” | Brano romanticissimo più pop che lirico. Esibizione potente. Pronti a prendere il volo nella classifica del Televoto? Probabilmente sì. Voto 8-
Big Mama – “La rabbia non ti basta” | La melodia è orecchiabile tanto che dal pubblico qualcuno batte le mani a tempo. Canzone molto radiofonica. Voto 7,5
I Ricchi e Poveri – “Ma non tutta la vita” | Entrano in scena legati da un mega fiocco. Il brano è per un target molto adulto, ma non è male ed entra in testa. I due energici sul palco. Voto 7
Emma – “Apnea” | Pezzo super radiofonico, super ballabile, super commerciale. Voto 6
Francesco Renga e Nek – “Pazzo di te” | Canzone tutto sommato carina, ma molto lontana da “Angelo” o da “Fatti avanti amore”. A fine esibizione Nek vuole regalare i fiori al direttore d’orchestra. Per poterlo fare, però, deve scendere dalle scale e inciampa rischiando di cadere. Voto 6,5
Mr. Rain – “Due altalene” | Si esibisce al pianoforte. Sul palco anche un’altalena. Il testo, come al suo solito, è poetico. Forse non all’altezza di “Supereroi”: i bambini avevano un forte impatto. Il risultato è comunque gradevole. Voto 7
Bnkr 44 – “Governo punk” | Sul palco cantano e ballano. Sono pieni di energia, con un brano che rimane allegro, abbastanza radiofonico, ma insapore. Voto 5
Gazzelle – “Tutto qui” | Pezzo indie pop in pieno stile Gazzelle. Testo carino, brano gradevole, radiofonico e sanremese senza essere commerciale. Arrangiamento meraviglioso che viene valorizzato dall’orchestra. Voto 8,5
Dargen d’Amico – “Onda alta” | Canzone alla Dargen. Radiofonica e un pochetto troppo commerciale. Il risultato? Una melodia orecchiabile, ma nulla di più. Al termine dell’esibizione fa un appello per un “cessate il fuoco”. Voto 6,5
Rose Villain – “Click book!” | Lontano dal rap a cui ci aveva abituati. Continua la Rose Villain pop con una bella voce di “Fragole”, brano fatto in collaborazione con Achille Lauro. Il lavoro musicale è radiofonico e ben arrangiato, ma non sfonda al primo ascolto. Voto 6,5
Santi Francesi – “L’amore in bocca” | Provengono da Sanremo Giovani. Pezzo abbastanza sanremese, con un piglio moderno, ma che non buca lo schermo. Hanno ancora molta strada da fare, ma si muovono bene sul palco. Voto 6-
Fred de Palma – “Il cielo non ci vuole” | Brano ritmato, molto pop, ma non spicca sugli altri per bellezza e particolarità. Voto 5
Maninni – “Spettacolare” | Canzone senza infamia e senza lode. Tipica canzone di Sanremo, ma non colpisce. Voto 5
Alfa – “Vai!” | Canzone ritmata con un “Uh uh” ripetuto più volte che entra molto bene in testa. Un aggettivo per questo pezzo? Fresco. Voto 6,5
Il Tre – “Fragili” | Brano con una buona dose di rap. Non spicca per arrangiamento, testo o esibizione. Voto 6-
L’inizio prima dell’inizio
In realtà il Festival di Sanremo è iniziato qualche ore prima dell’apertura del sipario. Dove? In Sala Stampa ovviamente. Come? Con Enrico Lucci di Striscia la Notizia. L’inviato del TG satirico di Canale 5 ha chiesto ad Amadeus e Marco Mengoni se fossero antifascisti. “Sì”, la risposta di entrambi. Basta così? Macché. Incalzati da Lucci i due intonano “Bella Ciao”.