Mai come oggi c’è bisogno di spazi che parlino del futuro in modo concreto. Spazi in cui natura, cultura e sostenibilità si incontrano davvero. Tra gli appuntamenti più attesi del panorama green italiano, FloraCult, da quindici anni mette in dialogo ambiente, cultura e innovazione, costruendo un punto di riferimento per chi cerca nuovi modi di leggere e vivere il rapporto tra uomo e natura, tra ricerca, biodiversità, creatività e sostenibilità concreta. L’edizione 2026, intitolata “Verde Speranza”, invita a superare la dimensione dell’attesa per trasformare la crisi ecologica in occasione di cambiamento e si propone sempre come uno spazio concreto in cui immaginare – e costruire – un futuro sostenibile. Dal 24 al 26 aprile 2026, ai Casali del Pino sulla Via Cassia, all’interno del Parco di Veio, Floracult celebra la sua quindicesima edizione in uno dei contesti naturalistici più ricchi del Lazio, dove si contano oltre 730 specie floristiche. Un dato che trasforma il tema di quest’anno – “Verde Speranza” – in qualcosa di più concreto: una vera e propria “Verde Certezza”. Promossa e organizzata da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e designer, insieme all’esperta di giardini Antonella Fornai e all’architetto Francesco Fornai, la manifestazione si conferma punto di riferimento per appassionati, famiglie e professionisti. Oltre 170 espositori selezionati daranno vita a un percorso che attraversa collezioni botaniche rare, arredi da esterno, artigianato e progetti di creatività sostenibile. Floracult è anche un laboratorio di pensiero. Tra gli incontri più attesi, il dialogo tra il neuroscienziato Vittorio Gallese e il docente di scienze cognitive Ugo Morelli, che presenteranno il libro “Cosa significa essere umani?”. Un confronto che coinvolgerà i ragazzi del progetto MAIREmpower della Fondazione MAIRE-ETS, in collaborazione con Arte Sella. Proprio Giacomo Bianchi racconterà la storia di Arte Sella, il più importante parco artistico d’Italia, dove installazioni e ambiente naturale si fondono in un dialogo continuo. Il tema della partecipazione urbana sarà al centro dell’incontro “Verde Roma, Condivide et Albera”, dedicato alla riforestazione urbana partecipata. Interverranno Alessandro Onorato, Sabrina Alfonsi e Lorenzo Cioce, con la moderazione del giornalista scientifico Luca Fraioli. La dimensione scientifica prosegue con la biologa vegetale Paola Bonfante, che presenterà il libro “Piante, noi e loro”, dedicato alle relazioni tra esseri umani, piante, funghi e batteri. Spazio anche alla storia del paesaggio con Alberto Tintori, autore de “Il viaggio degli Agrumi in Italia”, e Claudia Ruspoli, che presenterà “Vignanello, il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini”. Il cambiamento climatico sarà affrontato dal climatologo Luca Mercalli in dialogo con la giornalista Silvia Bencivelli, in una riflessione sul ruolo dell’uomo come ospite del pianeta. Tra le esperienze più immersive, il Conscious Music Circle guidato da Tormento e Davide Shorty, ispirato alle pratiche del maestro spirituale Sadhguru, che unisce meditazione e musica. Non mancherà la divulgazione più originale: nella stanza della biodiversità, trasformata in una sala cinema, saranno proiettati i cortometraggi “Green Porno” interpretati da Isabella Rossellini, ironiche lezioni sulla vita degli insetti. Tra innovazione e tecnologia, presenti la Renault Twingo elettrica e il robot Pepper sviluppato dal Robotics Lab dell’Intesa Sanpaolo Innovation Center. Con il supporto di Enel, Intesa Sanpaolo, Bondolfi Buon Caffè, Acqua Claudia e WTC Services, e con il partner scientifico ISPRA, Floracult si svolge con il patrocinio di Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Regione Lazio, Parco di Veio e FAI. In un momento storico segnato dall’urgenza climatica e da un crescente bisogno di riconnettersi alla natura, eventi come questo diventano sempre più necessari: non solo occasioni di incontro e dialogo, ma spazi concreti di consapevolezza e partecipazione, un luogo dove il futuro sostenibile non rimanga solo un’idea astratta, ma diventi realmente un’esperienza condivisa. Tra biodiversità, ricerca e relazioni, l’evento si propone così come un laboratorio vivo in cui immaginare – e costruire – un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. Floracult è molto più di una mostra mercato: è un ecosistema culturale dove il verde non è solo paesaggio, ma diventa un linguaggio-progetto di nuove idee per il futuro. Abbiamo bisogno di verde. Non basta ormai solo parlarne: servono luoghi in cui vivere esperienze, condividere visioni e trasformarle in esperienze concrete. E questo accade a Floracult.
Assolutamente consigliata.


