
A distanza di 23 anni dalla scomparsa di Alex Baroni, la sua voce, la sua arte e il suo spirito continuano a vivere, accendendo il cuore di chi ha amato e ama ancora oggi quel timbro inconfondibile, quella potenza espressiva capace di unire tecnica e anima. Cantante tra i più raffinati della musica italiana, Alex è stato molto più di un interprete: era un innovatore, un’artista autentico, un’anima generosa che ha lasciato un segno profondo nella scena musicale italiana.
Presso lo storico locale romano “L’Asino che Vola” a Roma, si è tenuto il primo concerto memorial dedicato a lui, in un’atmosfera carica di emozione, gratitudine e amore.

Un evento fortemente voluto e organizzato dopo anni di riflessione dal chitarrista, arrangiatore e produttore artistico Marco Rinalduzzi, che con commozione ha dichiarato:
“Ci ho pensato 23 anni per organizzare l’evento per uno dei migliori cantanti che l’Italia abbia mai avuto e adesso siamo qui per suonare le nostre canzoni, le canzoni di Alex, dei momenti indimenticabili della nostra vita.”
Il locale era gremito di amici, colleghi, fan e musicisti, tutti riuniti per omaggiare il cantante che, con canzoni come Cambiare, Ce la farò, La distanza di un amore ha saputo entrare nell’intimo del pubblico italiano. La serata ha celebrato la straordinaria intesa musicale che Baroni aveva con i suoi produttori storici, Marco Rinalduzzi e Massimo Calabrese, compagni di viaggio nei mitici studi di registrazione “I Piloti”, fucina dei suoi successi.

Lo show è stato un trionfo di emozioni, con una band d’eccezione che ha suonato con precisione e passione:
Marco Rinalduzzi (chitarre e voce) Cristiano Micalizzi (batteria) Massimo Idà (tastiere e voce) Alessandro Sanna (basso)
Ad accompagnare questa macchina perfetta, voci straordinarie che hanno saputo reinterpretare con rispetto e sentimento il repertorio di Baroni:
Riccardo Rinaudo Daniele Vit Silvia Aprile Giulio Todrani (papà della cantante Giorgia, storica compagna di Alex) Francesca Cirasola

E poi, un finale a sorpresa che ha infiammato il pubblico con la super sezione fiati:
Carlo Micheli (sax) Mirko Rinaldi (tromba) Ambrogio Frigerio (trombone)

Tra gli ospiti presenti: il musicista e giornalista Angelo Martini, il pianista jazz Santi Scarcella, la cantautrice Camilla Noci, il pianista Claudio Zitti.

Non sono mancati nemmeno i contributi radiofonici nei giorni precedenti al concerto, con le interviste a Marco Rinalduzzi curate da Pamela D’Amico su Radio Rai1 e Alessandro Sgritta di Radio Città Aperta, che hanno contribuito a tenere viva la memoria di Alex anche nel racconto delle sue collaborazioni artistiche e umane.

Ecco alcuni brani della scaletta, veri e propri gioielli del repertorio di Baroni, eseguiti con grande intensità:
“La distanza di un amore” – Riccardo Rinaudo e Daniele Vit “Onde” – Silvia Aprile “Ce la farò” – Giulio Todrani “Cambiare” – Riccardo Rinaudo e Daniele Vit “Scrivi qualcosa per me” – Francesca Cirasola “In My Life” – Marco D’Angelo (Neno), Massimo Calabrese, Riccardo Rinaudo, Marco Rinalduzzi “Sei tu o lei” – Riccardo Rinaudo e Daniele Vit “Dimmi cos’è” – Tutti con la sezione fiati “Male che fa male” – Tutti

Il pubblico ha assistito non solo a un concerto, ma a un atto d’amore collettivo. Un tributo sincero e potente, dove ogni nota era un abbraccio a un artista che, seppur scomparso troppo presto, ha saputo farsi eterno.
Alex Baroni non è mai andato via. Vive ogni volta che una sua canzone torna a suonare, ogni volta che qualcuno trova in quei versi la forza per cambiare, per resistere, per amare. E forse è questo il miracolo più grande della musica: rendere immortali le voci che hanno saputo cantare l’anima.
La speranza ora è che questo memorial diventi un appuntamento fisso, per non smettere mai di dire: Grazie, Alex.