TORINO – “Ho pensato se fossi stato io, avrei fatto come nel film di Nanni Moretti: si affaccia dal finestrone e se ne va”. Queste le parole del cardinale Matteo Zuppi al Salone del Libro di Torino su una domanda relativa al Conclave da poco conclusosi. All’evento “Le storie, la Storia. Dall’io al noi”, oltre a Zuppi, anche Luciano Ligabue.
“Sono laico, ma ho un forte bisogno spirituale”, dice il rocker che con Zuppi spesso concorda, soprattutto in tema di pace declinato anche in un’ottica politica.
Molteplici, infatti, i riferimenti alla guerra, specie a quella in corso nella Striscia di Gaza. “Come si può non provare dolore quando muoiono dei bambini di freddo”, afferma il cardinale anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Zuppi aggiunge: “Le lacrime a volte sono come un grande collirio: ci aiutano a vedere”.
Poi qualche stoccata politica: “Invece di disarmo parliamo di riarmo”. E a seguire: “Il sovranismo non ha futuro: fa male al Paese”.
Il Liga, dal canto suo, denuncia la situazione per la quale “Oggi 26 persone detengono il patrimonio della metà del mondo”. “Questo tipo di squilibrio – aggiunge il cantante – non può portare felicità”.