
Noto al pubblico per la sua grandissima carriera come attore e doppiatore, Diego Verdegiglio è anche un autore fuori dagli schemi, uno studioso appassionato, un ricercatore infaticabile di misteri storici. E nel suo lavoro di scrittore e saggista rivela la sua passione più profonda: l’indagine storica.
Con il suo libro-inchiesta “Ecco chi ha ucciso John Kennedy” Verdegiglio, considerato uno dei massimi studiosi italiani su questo caso, entra in uno dei più grandi enigmi del XX secolo: l’assassinio del 35° presidente degli Stati Uniti. Con precisione ci porta in un labirinto di documenti segreti, mezze verità e silenzi inquietanti. E’ il 22 novembre 1963. Dallas. Tre colpi risuonano sulla Dealey Plaza. John F. Kennedy muore sotto gli occhi della moglie e del mondo. Un colpo al cuore degli Stati Uniti, ma anche un trauma collettivo che avrebbe scatenato una serie interminabile di dubbi, teorie e reticenze. Pochi giorni dopo, Lee Harvey Oswald viene arrestato come colpevole, ma prima che possa testimoniare, viene ucciso in diretta TV da Jack Ruby. Un finale da thriller… o forse solo l’inizio? Davvero fu Lee Harvey Oswald l’unico colpevole? O dietro quel proiettile fatale si nasconde una cospirazione molto più ampia?

Verdegiglio, la cui posizione è anticomplottista, affronta l’omicidio Kennedy come un cold case ancora aperto, una indagine perfetta tra documenti, omissioni e verità negate dove ogni dettaglio può cambiare tutto. E lo fa con la perizia di uno storico e una sensibilità narrativa unica. Non si limita a elencare fatti: li interroga, li smonta, li connette. Ci mostra che dietro il presunto “pazzo solitario” potrebbero nascondersi ben altri interessi – CIA, mafia, apparati deviati, Guerra Fredda, Cuba – in un intricato gioco di potere internazionale…
“Ecco chi ha ucciso John Kennedy” è un viaggio dove il lettore viene guidato tra documenti desecretati, testimonianze contraddittorie, versioni ufficiali che non convincono. Ogni capitolo è un colpo di scena, ogni fonte è un indizio, ogni omissione diventa una domanda sospesa.

Ciò che emerge è un quadro inquietante: la Commissione Warren, che avrebbe dovuto fare chiarezza, ha invece alimentato dubbi. Perché? E soprattutto: a chi conveniva davvero la morte di Kennedy? Verdegiglio da saggista fa parlare i fatti, ma sa anche riconoscere le pause, i sottintesi, i non detti, e’ capace di far luce su ciò che molti preferiscono lasciare nell’ombra. E questo rende il suo saggio profondamente coinvolgente.
Perché leggere questo libro oggi?
Perché l’omicidio Kennedy non è solo un fatto del passato. È una ferita ancora aperta nella storia del potere e dell’informazione. È il simbolo di quanto può essere manipolata la verità, un invito a non accontentarsi delle versioni comode, ma a cercare sempre, ostinatamente, ciò che davvero è accaduto.
Perché la verità, a volte, non è nascosta: è solo scomoda.
CIA, mafia, apparati deviati, Guerra Fredda: l’elenco dei possibili mandanti è lungo, e a più di sessant’anni di distanza, la verità appare sfocata, come intrappolata in un mosaico di menzogne e omissioni. Verdegiglio è attratto da ciò che non torna, scava tra le righe del passato per ridare voce a ciò che è stato messo a tacere. La sua doppia anima – attore e storico – rende il suo lavoro irresistibile: sa come tenere il lettore in tensione e sa condurre un’indagine con l’acume di un cronista esperto, che sa muoversi nel labirinto dei complotti. Dopo aver analizzato piste alternative spesso ignorate dai media mainstream, mette sotto la lente anche il ruolo ambiguo delle istituzioni americane. Attraverso uno stile chiaro ma incalzante, accompagna il lettore in un’indagine appassionante, dove ogni verità sembra avere il suo doppio e ogni risposta apre nuove domande. Il suo libro è una sorta di viaggio nell’ombra, dove ogni dettaglio – dalle testimonianze scomparse ai rapporti segreti – può ribaltare la versione ufficiale. E forse, alla fine, rispondere anche alla domanda che tormenta il mondo da decenni: chi ha davvero ammazzato Kennedy?
Non solo un saggio per appassionati di storia o di misteri internazionali, dunque, ma un invito a guardare oltre, a riflettere sul potere, sull’informazione e su quanto a volte la verità possa essere scomoda. Perché, in fondo, conoscere davvero chi ha ucciso Kennedy significa capire molto di più su come funziona il mondo ancora oggi. Nel frattempo il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato l’Ordine Esecutivo 14176, ordinando la declassificazione dei documenti relativi agli assassinii del presidente John F. Kennedy, di suo fratello Robert F. Kennedy e del leader dei diritti civili Martin Luther King Jr.
In base a questo ordine sono stati resi pubblici circa 80.000 documenti riguardanti l’assassinio di John F. Kennedy riaccendendo l’interesse pubblico. L’analisi dei documenti richiederà tempo ma con questa iniziativa Trump mira a offrire maggiore trasparenza su eventi storici significativi, rispondendo alle richieste di lunga data di studiosi e pubblico.