
Nel 2025 la moda non è più soltanto un’espressione di gusto o un gioco creativo: per molti adolescenti è diventata una vera e propria forma di comunicazione e, talvolta, una gabbia dorata fatta di selfie, filtri, brand e pressioni sociali. In un mondo in cui TikTok detta legge sulle tendenze e artisti come Blanco, Annalisa, Angelina Mango o Geolier … sono seguiti non solo per la musica, ma anche per il loro stile e look, la moda diventa così per i più giovani un linguaggio identitario potente. Attraverso la sperimentazione di stili, acconciature, accessori e vestiti, i ragazzi raccontano silenziosamente chi sono, chi vogliono diventare e a quale gruppo vogliono appartenere. Ma che effetto ha tutto questo sulla psiche degli adolescenti?
Lo ha chiesto la giornalista scientifica Marialuisa Roscino alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra, Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, per guidarci nella complessa relazione tra moda, autostima e mondo giovanile. Un mondo intricato che può influenzare anche negativamente generando una percezione diversa e contorta della realtà.
Dott.ssa Lucattini, quanto è importante l’abbigliamento per gli adolescenti nella costruzione della loro identità? Quali sono gli aspetti positivi della Moda nella vita dei ragazzi?
Dal punto di vista psicoanalitico, la scelta dell’abbigliamento può riflettere i movimenti inconsci legati all’identificazione con modelli genitoriali e sociali, il desiderio di autonomia e, talvolta, il bisogno di trasgressione. Il corpo, che nell’adolescenza subisce trasformazioni importanti, viene vestito e modellato attraverso il look, contribuendo a creare un’immagine di sé accettabile e riconoscibile. Attraverso la scelta di stili e sperimentazioni della moda comunicano con movimenti inconsci, emozioni, stati d’animo e pensieri…

Quali invece, gli aspetti negativi ?
I rischi maggiori, potenzialmente depressivi, sono legati al pericolo di dipendenza eccessiva dal giudizio altrui, soprattutto dei coetanei, che può generare, aumentare le insicurezze e fare incorrere nel bisogno inconscio di omologazione. Gli adolescenti avvertono il bisogno di conformarsi alle tendenze per sentirsi accettabili verso la costruzione di un “Falso Sé”, causato da un adattamento all’ambiente. Per questo, può ostacolare il processo di individuazione (trovare se stessi) e portare ad una personalità “costruita” inconsciamente per piacere agli altri e non per esprimere chi si è realmente.
In che modo, la moda può influenzare l’autostima degli adolescenti?
Il rapporto con l’abbigliamento e l’immagine esteriore può rafforzare la sicurezza in sé stessi o, al contrario, alimentare insicurezze e fragilità psicologiche, modulando o influenzando il modo in cui si percepiscono e si relazionano agli altri. La moda, intesa come abbigliamento, acconciature, trucco, accessori e tendenze, è un mezzo utilizzato per esprimere il proprio stato d’animo, il proprio stile di vita e i propri valori. Questo aiuta gli adolescenti a sentirsi più sicuri nel mostrarsi agli altri. Inoltre, gli abiti sono una protezione, uno scudo e una corazza, una seconda pelle che scherma dalle “intemperie” del mondo, sono un’espressione del proprio mondo interno che al tempo stesso lo cela, mostrando soltanto ciò che si desidera.
La moda può incidere anche sul loro rendimento scolastico, oltre che sul loro sano stile di vita? Cosa riferiscono al riguardo, gli ultimi studi scientifici?
Uno studio condotto su 300 adolescenti e pubblicato da Elservier Scopus (2025) tra 13 e 19 anni, mostra che le tendenze della moda hanno un grande impatto sulla maggior parte dei giovani. Circa il 70% dei partecipanti ha affermato di aggiornarsi regolarmente sulle tendenze della moda attraverso i social media che fungono da principale risorsa informativa. La pressione dei coetanei e l’attenzione alla moda sono strettamente correlati; il 65% dei partecipanti, sentono la pressione psicologica di dover indossare un certo tipo di vestiti per “mimetizzarsi” con i propri amici. Questo tipo di pressione si traduce spesso in una richiesta di capi griffati che possono mettere in difficoltà le famiglie per il loro costo e ampliare, anziché appiattire il divario socioeconomico tra i ragazzi.
Quali sono i rischi legati alla pressione di conformarsi agli standard di bellezza spesso promossi anche sugli stessi Social Media?
La moda ha la capacità di ispirare sicurezza e di permetterci di prosperare, ma può anche avere effetti negativi sulla salute mentale delle persone, con gli adolescenti particolarmente a rischio. Fattori come l’immagine corporea, la pressione dei pari, i problemi di classe e altro, possono far sì che la moda diventi dannosa per la salute mentale degli adolescenti, poiché travalica i limiti di abbigliamento e accessori. Una delle conseguenze è l’esplosione di interventi di chirurgia estetica già nei giovanissimi, senza che ve ne sia una necessità o indicazione medica.
Cosa di può fare per aiutare gli adolescenti ad avere un rapporto più sano con la Moda?
È importante mostrare che esistono tanti modi di vestire e che non bisogna sentirsi vincolati a un unico modello imposto dai coetanei o dai media e insegnare ai ragazzi a riflettere prima di acquistare, valutando la qualità e la necessità invece di seguire impulsi dettati dalle mode del momento. È indispensabile sensibilizzarli su un consumo più responsabile, incoraggiando il riciclo, il vintage e la personalizzazione dei capi. Inoltre, è utile spiegare come l’industria sfrutti il bisogno di appartenenza e di accettazione per spingere al consumo e come evitare di sentirsi obbligati a comprare sempre nuovi capi, e a scegliere ciò che è più adatto a se stessi, conciliando moda, corpo e gusto personale.
Quali consigli si sente di dare ?
La moda è importante ma è soprattutto un piacere non un dovere, quindi giocare con lo stile senza sentirsi schiavi dei brand e dei giudizi altrui…

La bellezza ideale non esiste nella realtà, certamente non dipende esclusivamente dall’abbigliamento o acconciature e attenzione quando spinge a ritocchi estetici, assicurarsi con un bravo professionista che siano davvero necessari. Se l’aspetto diventa una fissazione, se ci sono particolari che si vogliono nascondere o portano a non uscire di casa, pensare ad una possibile dismorfofobia e consultare uno specialista per affrontare il disagio emotivo di fondo; i disturbi dell’immagine corporea sono molto insidiosi e vanno affrontati per tempo, non passano da soli.
Ed ai genitori?
Non indurre nei figli false esigenze. I figli si identificano con i genitori, tendono ad imitarli e si fidano. Capi griffati fin dalla prima infanzia possono spingere a falsi valori e provocare insicurezza su se stessi, poiché affidati alle “marche” e non alle proprie capacità. Incoraggiare i figli a cercare un proprio stile, ad esprimere i loro gusti, le loro preferenze e anche le insicurezze, che spesso si manifestano con indecisione e insoddisfazioni sull’abbigliamento (Che mi metto oggi? Non mi sta bene niente!) senza sentirsi criticati. Mostrare esempi di persone, anche con ruoli importanti, che hanno uno stile unico senza farsi condizionare troppo dalle mode del momento. Dare la giusta importanza al “dress code” per ogni situazione. Questo tipo di educazione è fondamentale. Parlare con loro, chiedere, ascoltare e non assecondare l’impulso a trasformazioni del corpo non necessarie.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. L’impatto dei social media e delle immagini filtrate ha creato una nuova estetica spesso inaccessibile e falsa, portando i giovani a confrontarsi con modelli irrealistici. Il desiderio di “apparire perfetti” può compromettere non solo l’autostima, ma anche la salute mentale. E la moda in questo caso non è più solo questione di vestiti: può diventare una trappola.
Ma cosa si può fare? Educare alla libertà di stile, al consumo critico e alla consapevolezza. Far capire ai giovani che la moda deve essere un piacere e non un dovere è il primo passo per proteggerli dalla dittatura dell’apparenza. In questo senso, anche il vintage, il riciclo creativo e la personalizzazione dei capi diventano strumenti di autonomia e rispetto per l’ambiente. Bisogna ascoltare senza giudicare e non alimentare falsi bisogni legati ai brand. Il dialogo e l’esempio restano le armi più potenti per sostenere i giovani nella ricerca della propria identità.
In fondo, come canta anche Madame: “Essere diversi è l’unica vera moda che non passerà mai”.