
Vengono definiti “quelli della generazione schermo”, vittime di un uso spropositato di tecnologia, smartphone, tablet, computer, social e videogiochi…
La cui presenza negli ultimi anni, nella vita quotidiana di bambini e adolescenti ma anche adulti è aumentata in modo esponenziale.
Se da un lato il digitale offre strumenti educativi innovativi e nuove possibilità di socializzazione, dall’altro emerge una crescente preoccupazione per l’eccessiva esposizione agli schermi e le sue conseguenze sullo sviluppo cognitivo ed emotivo.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un uso intensivo della tecnologia in età precoce può influenzare negativamente il linguaggio, le capacità relazionali e persino la regolazione emotiva. Inoltre, negli adolescenti, l’abuso dei social media può alimentare ansia, bassa autostima e dipendenza digitale.
Schermi, social e dipendenza digitale sono come una droga e quindi bisogna pensare anche a come proteggerci da tutti ciò.
Un tema cruciale e di grande attualità a cui bisogna dare delle risposte. Su questo delicato tema la giornalista scientifica Marialuisa Roscino ha intervistato la Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, che ci offre una guida preziosa su come gestire l’uso della tecnologia.

Sempre più bambini e adolescenti trascorrono molte ore davanti agli schermi. Cosa ne pensa? È necessario imporre limiti di tempo?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato delle linee guida sull’attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni, che includono raccomandazioni specifiche riguardo al tempo trascorso davanti agli schermi. Le linee guida dell’OMS pongono l’accento sull’importanza del gioco tradizionale e dell’attività fisica, in sostituzione di tempi prolungati trascorsi davanti a uno schermo, e sottolineano il peso di attività sedentarie non basate su schermi – come leggere, cantare o giocare con un puzzle – per lo sviluppo psicologico del bambino. Escluso il tempo dedicato alle attività scolastiche, è indicato limitare il tempo davanti agli schermi a non più di due ore al giorno.
Cosa riferiscono gli studi in merito? Quali sono gli effetti negativi dell’eccesso di dispositivi digitali nei bambini?
Uno studio pubblicato su Adolescent Mental Health (2023), condotto su 7.097 bambini, ha evidenziato che un’esposizione superiore alle due ore al giorno può portare a ritardi nello sviluppo della comunicazione verbale, della motricità, nella capacità di affrontare e risolvere i problemi, oltre a difficoltà nelle relazioni sociali.
L’OMS e l’American Academy of Pediatrics hanno inoltre segnalato problemi di attenzione, regolazione emotiva e sviluppo socio-emotivo. Nei bambini più piccoli, l’uso eccessivo degli schermi può causare disturbi del linguaggio, soprattutto perché non c’è un’interazione diretta con un interlocutore reale.
Molti genitori usano tablet o smartphone per calmare i bambini durante i capricci. È una strategia corretta?
Uno studio dell’Université de Sherbrooke (Québec, Canada) ha dimostrato che quando i genitori utilizzano spesso lo smartphone per calmare i bambini, questi sviluppano minori capacità di gestione della rabbia e della frustrazione, risultando più ansiosi e tristi.
Di fatto, i dispositivi elettronici non calmano i bambini, ma li stordiscono temporaneamente, compromettendo il loro sviluppo neuro-psicologico. Il controllo delle emozioni si impara nella relazione con i genitori, attraverso il dialogo, l’interazione e l’attenzione affettuosa.
Come si può promuovere un uso responsabile della tecnologia negli adolescenti?
È fondamentale educare i ragazzi all’uso consapevole della tecnologia. Questo significa: spiegare il funzionamento dei social media e degli algoritmi che influenzano i comportamenti online; insegnare a riconoscere fake news e contenuti manipolati; parlare delle emozioni suscitate dai social, per proteggerli dai confronti dannosi con influencer e coetanei; incoraggiare un uso attivo della tecnologia, come corsi di programmazione, foto editing, video making e creazione di podcast, invece di un consumo passivo e prolungato.
L’educazione digitale è una responsabilità condivisa. Quali azioni possono intraprendere genitori e scuole?
La collaborazione tra famiglia e istituzioni scolastiche è essenziale. L’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (AACAP) raccomanda di limitare il tempo davanti agli schermi per scopi non educativi a un’ora al giorno nei giorni feriali e tre ore nei weekend.
Insegnare l’alfabetizzazione digitale è cruciale: i ragazzi devono comprendere che tutto ciò che fanno online lascia un’“impronta digitale” permanente. È importante rendere i giovani consapevoli dei rischi legati alla condivisione di informazioni personali.
Quali consigli pratici può dare ai genitori per proteggere i loro figli dal sovrautilizzo della tecnologia?
Per bambini piccoli (0-10 anni): evitare l’uso degli schermi prima dei 2 anni; limitare il tempo a massimo 1 ora al giorno in età prescolare; privilegiare attività alternative: lettura, gioco all’aperto, sport; accompagnare i bambini nell’uso dei dispositivi, guardando e commentando i contenuti insieme; creare “stanze senza schermi” in casa; evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di dormire.
Per preadolescenti e adolescenti (11-18 anni): stabilire regole flessibili, ma chiare, concordando limiti di tempo; incentivare un uso creativo della tecnologia (corsi, coding, produzione di contenuti); discutere di sicurezza online: privacy, cyberbullismo, fake news; impedire l’uso dello smartphone di notte in camera da letto; essere di esempio: se i genitori sono sempre al telefono, i figli li imiteranno. Mantenere un dialogo aperto e positivo, senza critiche eccessive, ma con affetto e attenzione.


Il mondo digitale fa ormai parte della nostra quotidianità, ma è essenziale darsi delle regole. Limitare il tempo davanti agli schermi, incoraggiare attività alternative e insegnare la sicurezza online sono passi fondamentali per proteggere lo sviluppo psico-emotivo.
L’educazione digitale è una sfida, ma anche un’opportunità: con regole chiare, dialogo e buon esempio, possiamo navigare tutti in sicurezza nel mondo digitale.