
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, sabato 8 marzo, il Caffè Letterario di Euroma2 ospiterà un incontro speciale dedicato alle donne nella storia. L’evento, che si terrà alle ore 18:00, vedrà la presentazione del romanzo “Le radici del tempo” di Lisa Paternoste (Terre Sommerse Editore).

A guidare la conversazione sarà la giornalista e conduttrice Rai Federica de Denaro, volto noto della tv, ha iniziato la sua carriera con Michele Santoro e ha lavorato a La Vita in Diretta. Appassionata di gastronomia, è autrice di libri di cucina e conduttrice di rubriche su Rai1. Le letture saranno affidate all’attrice Ornella Giusto, nota per le sue interpretazioni in celebri serie tv come Il Paradiso delle Signore, Il Commissario Montalbano e Distretto di Polizia. L’incontro si arricchirà con l’intervento della scrittrice e storica delle donne Cinzia Giorgio, autrice di romanzi di successo come “Io sono la Contessa” ispirato alla figura di Matilde di Canossa, è specializzata in Women’s Studies, dirige Pink Magazine Italia e insegna Storia delle Donne a Roma.
Lisa Paternoste, laureata in Relazioni internazionali, ha lavorato per diverse multinazionali nel settore del Real Estate viaggiando in tutto il mondo; la sua passione per la fotografia e la scoperta di culture diverse ispirano la sua scrittura. Dopo l’esordio nel 2021 con “Acquamarina”, torna con “Le radici del tempo”, confermando la collaborazione con Terre Sommerse.
Il suo romanzo conduce i lettori in un affascinante percorso attraverso diverse epoche e luoghi, dalla Medina di Granada nel XV secolo alla città vecchia di Fès, fino a una vibrante Istanbul del secondo dopoguerra. Le protagoniste sono donne forti e determinate, capaci di superare ostacoli e portare avanti le loro idee in contesti complessi. Al centro della narrazione c’è la tradizione orale, un filo conduttore che attraversa generazioni e culture, offrendo una storia di amicizia, famiglia e cambiamento.
Abbiamo posto alcune domande all’autrice per capire cosa rende così unico e speciale il suo libro.
Il romanzo attraversa epoche e luoghi molto diversi fra loro. Come ha svolto la ricerca per rendere credibili le ambientazioni e i personaggi?
La ricerca è stata un pilastro fondamentale per la costruzione di una trama credibile e per la connotazione dei miei personaggi. Soprattutto la parte relativa agli episodi più lontani nel tempo, fra 1400 e 1500, ha portato via molto tempo ricercare fra saggi e varie fonti di ricostruzioni storiche e documentazione disponibile. Ricostruire Granada al tempo della dinastia dei Nasridi, dove molte fonti si contraddicono fra loro e a volte le leggende ci tramandano eventi di cui gli storici ancora non hanno comprovato la veridicità oppure l’esatta collocazione temporale (faccio riferimento ad esempio al massacro nel Patio dei Leoni nell’Alhambra, uno degli eventi cardine nella storia dei miei personaggi) è stato arduo e a volte ho dovuto fare delle scelte che fossero funzionali al romanzo.
Il tema della tradizione orale è centrale nella storia. C’è un episodio personale o una fonte particolare che l’ha ispirata?
Prima di tutto la mia passione per gli eventi storici, e per gli aneddoti di vita reale che ho sempre avuto avidità di conoscere: ho tempestato fin da bambina le mie bisnonne e nonne per raccontarmi tutto ciò che avevano vissuto ai loro tempi, dalle guerre al loro vissuto. Mi è sempre piaciuto lasciarmi trasportare dalle loro parole, così è stato molto naturale creare nel personaggio di nonna Myriam colei che era depositaria di una tradizione orale centenaria di donne da tramandare alla sua unica nipote donna.
Quanto c’è di lei nella protagonista e nel suo percorso di trasformazione?
Direi che ci sono diverse protagoniste nel romanzo, anche se la prima che incontriamo – Keren – è il filo conduttore che va alla ricerca della sua eredità personale e familiare. Keren è una fotoreporter e se vogliamo trovare un nesso, sono un’appassionata di fotografia di reportage e mi piace guardare il mondo e i suoi abitanti attraverso le lenti della fotocamera: mentre lei però lo usa come uno schermo per tenersi a distanza dal mondo, perlomeno fin quando non compie questo percorso di formazione, per me la fotografia è un modo per connettermi agli altri e tenerne vivo il ricordo a distanza di anni.
Dopo Acquamarina, questo secondo romanzo conferma la passione per le saghe familiari e le storie intrecciate alla Storia. Ha già in mente un nuovo progetto narrativo?
Ho da poco terminato l’’ultima revisione del mio terzo romanzo e posso confermare che è una storia corale legata alle vicende di una famiglia, tratta dai fatti realmente accaduti di uno dei protagonisti che ha voluto raccontarmi la sua incredibile storia. Sono molto impaziente di vederlo pubblicato e saperne il riscontro dei lettori.
Un evento che rappresenta un incontro interessante, una opportunità per riflettere sul ruolo della donna nella storia e nella letteratura. Il pubblico avrà l’ occasione di scoprire i retroscena della scrittura e confrontarsi su temi importanti e di attualità legati alla rappresentazione delle donne.
Assolutamente consigliato.
