
Il Festival di Sanremo non è solo una competizione musicale, ma un fenomeno culturale, un evento che attraversa le generazioni, riflettendo i cambiamenti della società e influenzando il modo in cui viviamo la musica e lo spettacolo.

Ma perché Sanremo riesce a toccare così profondamente la sfera emotiva delle persone? Qual è l’ impatto psicologico sulla collettività? A spiegarcelo è Adelia Lucattini, psicoanalista e Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, che analizza, attraverso una interessante intervista rilasciata alla giornalista scientifica Marialuisa Roscino, il ruolo del Festival nella vita degli italiani, il suo potere evocativo e il legame tra musica, memoria ed emozioni.
Attraverso il suo sguardo esperto, esploreremo le ragioni per cui Sanremo non è solo un evento televisivo, ma un vero e proprio rito collettivo che ogni anno unisce milioni di spettatori in un’esperienza unica e indimenticabile.

Dott.ssa Lucattini perché secondo Lei, Sanremo ci regala sempre grandi emozioni? Possiamo definirlo un vero e proprio “Motore di aggregazione sociale”?
Sanremo fa sognare, emozionare, discutere e cantare. Il Festival rappresenta un evento collettivo che unisce generazioni, contesti sociali e culture diverse attorno alla musica e allo spettacolo. Ogni anno, diventa un fenomeno di costume, capace di suscitare emozioni intense perché attinge a ricordi personali e familiari. Le canzoni in gara, le performance e gli ospiti internazionali creano un’esperienza condivisa che si riflette nei dialoghi quotidiani, nei social media e nelle discussioni familiari. Inoltre, la musica è uno dei mezzi espressivi più potenti della psiche umana: evoca emozioni profonde, rievoca il passato e, al tempo stesso, crea nuove prospettive per il futuro. Il Festival di Sanremo pone l’attenzione anche su temi importanti incentrati sui diritti civili, ecologia, salute mentale, oblio oncologico, inclusione, tolleranza, arricchimento dalla diversità, fiducia nel futuro, nonostante la malattia e le sfide che la vita può chiamarci ad affrontare. Basti pensare al coraggioso messaggio inviato da Bianca Balti che nel suo splendore, si è mostrata senza i suoi capelli perduti a causa della chemioterapia ed una cicatrice addominale per gli interventi a cui è stata sottoposta.
La musica è spesso associata a momenti di svago, di intrattenimento e di divertimento, ma a Suo avviso, assume anche un ruolo terapeutico?
La musica ha un profondo valore terapeutico, individuale e collettivo. In ambito psicologico e psicoanalitico, è considerata un potente strumento di espressione e rielaborazione emotiva. Ascoltare musica può aiutare a gestire lo stress, ridurre l’ansia e favorire il benessere psicofisico. La musica agisce sulle aree cerebrali legate alle emozioni e alla memoria, facilitando l’accesso a contenuti psichici profondi che spesso non trovano parole per essere espressi. Per questo motivo, viene utilizzata anche in psicoterapia, nella musicoterapia, per aiutare i pazienti a elaborare traumi, affrontare stati depressivi o migliorare la comunicazione nelle persone con difficoltà relazionali.
Quali sono gli elementi di Sanremo che secondo il Suo punto di vista, attraggono di più i giovani?
Una combinazione di elementi tradizionali e innovativi. Gli aspetti più coinvolgenti sono sia la musica che l’identificazione con i cantanti. I giovani trovano nelle canzoni in gara testi e sonorità che parlano delle emozioni, esperienze, dei temi a loro vicini, come l’amore, le relazioni, l’identità e la crescita personale. Oggi il Festival continua ad evolversi, adattandosi ai cambiamenti dei tempi e sperimentando nuove formule. Ma la sua popolarità rimane intatta… E’ un vero e proprio fenomeno transgenerazionale…Gli anziani spesso condividono i loro ricordi legati a Sanremo con le generazioni più giovani, creando un ponte tra passato e presente. Questo scambio contribuisce a mantenere viva la tradizione del Festival e a rafforzare i legami. La sua capacità di rinnovarsi pur rimanendo fedele alla sua formula lo rende un evento unico nel panorama italiano. Ha visto anche nascere un fenomeno nuovo per la musica, il FantaSanremo, creando una nuova forma di partecipazione.
E quali invece, gli adulti?
Per loro rappresenta la memoria del passato, proiettato e attualizzato nel presente, un’occasione che rievoca emozioni e abitudini condivise…Le canzoni storiche, gli ospiti d’eccezione e i momenti iconici del Festival fanno parte del patrimonio collettivo e risvegliano ricordi e sentimenti.
Papa Francesco ha definito la “Musica” uno strumento di pace e di fratellanza per i popoli e l’intera umanità. Crede che la Musica possa rappresentare un mezzo importante di Comunicazione?
La musica è un linguaggio universale capace di infrangere barriere che possono sembrare insormontabili. Come ha sottolineato Papa Francesco, è un potente strumento di pace e fratellanza, in grado di unire i popoli attraverso emozioni condivise e valori universali. La musica comunica in modo immediato e profondo, permettendo di esprimere sentimenti ed esperienze che spesso le parole non riescono a tradurre. Questo vale sia a livello individuale, con la capacità della musica di risuonare nei vissuti personali, sia a livello collettivo, diventando veicolo di messaggi che arrivano direttamente all’inconscio attraverso musica e immagini.
E’ quindi la sua capacità di aggregare persone di diverse età, gusti musicali e provenienze a renderlo un evento unico nel suo genere?
Sanremo è un contest unico, non è solo una competizione canora, è un fenomeno sociale importante, capace di mettere in dialogo le generazioni. E’ una occasione di reunion familiare e tra amici, si guarda in compagnia, si commenta sui social, si fa il tifo. È un evento trasversale, in cui anche le stesse composizioni floreali hanno un significato simbolico importante, un omaggio alla musica e come rappresentazione simbolica del talento.
In che modo la musica può risvegliare ricordi familiari importanti?
La musica ha un potere evocativo straordinario, può portare alla memoria emozioni, esperienze e momenti felici, con la forza che partendo dall’inconscio va oltre le parole e spinge alla ricerca di nuovi significati. Possiamo anche dire che questo evento, rappresenta un vero e proprio archivio collettivo, un “fil rouge” che collega le generazioni attraverso le canzoni che hanno segnato epoche diverse. Porta a commentare le esibizioni, a discutere sulle canzoni e sugli outfit, a rievocare Festival precedenti… è un’occasione per comunicare i propri gusti musicali senza troppe reticenze o timori di essere etichettati come “matusa” o “boomer”.
La musica può evocare anche ricordi autobiografici, eventi specifici legati a particolari periodi di vita?
La musica ha sempre la specifica capacità di risvegliare ricordi e rievocare emozioni… Basti pensare che Iliade e Odissea erano cantate e anche i Salmi di David dell’Antico Testamento. Grazie al potere evocativo della musica, una canzone può riportare alla mente scene di vita quotidiana, ricordi legati all’infanzia, a persone care. Le melodie e i testi si fissano nella memoria e, quando risuonano nuovamente, riattivano un vissuto emotivo intenso. Questo fenomeno, studiato anche dalle neuroscienze e dalla psicoanalisi, è legato al funzionamento della memoria implicita ed episodica. Inoltre, come scrive Oliver Sacks, la musica può avere un forte impatto emotivo anche in chi soffre di perdita di memoria poiché le melodie sono in grado di riattivare ricordi e stimolare la connessione con la propria storia personale e familiare.
Come godersi, in queste sere, Sanremo appieno?
Immergersi con leggerezza in ciò che vedremo e ascolteremo, lasciandoci trasportare dalle emozioni. Può aiutare creare un’atmosfera speciale, organizzandosi con amici o familiari, proprio come si fa per una serata di gala. Inoltre, “tifare” per qualcuno o qualcosa, è sempre elettrizzante, senza trascurare “il viaggio emotivo” che la musica e le parole possono creare. Guardare Sanremo in compagnia… commentare insieme, scegliere i preferiti e fare pronostici può trasformare il Festival in un appuntamento emozionante e condiviso. Non permettere poi che la durata causi stress o stanchezza. Mai fare nottata se il giorno dopo ci sono impegni importanti come scuola, lavoro e studio… Ascoltare i cantanti, osservare i musicisti dell’orchestra, i direttori e la capacità artistica di tutti coloro che rendono l’evento possibile, dai tecnici delle luci, ai parolieri, dai compositori ai costumisti, allo stile comunicativo dei conduttori, agli ospiti. C’è tanto lavoro e professionalità dietro ogni particolare: questo può essere un’occasione per pensare anche a diverse possibilità di studio, di lavoro e di professionalizzazione a seconda delle proprie aspirazioni personali. Il Festival è un’occasione per stare insieme, divertirsi, emozionarsi, per staccare dalla routine quotidiana, sognando al ritmo di musica.