
“Se facessimo un minuto di silenzio per ogni vittima della Shoah, dovremmo restare in silenzio 11 anni e mezzo”.
Comincia così il racconto del cortometraggio animato “Un nome che non è il mio”, prodotto da Brand-Cross in collaborazione con Rai Kids e Rai Com in occasione del Giorno della Memoria con l’obiettivo di ridare voce e dignità a tutte quelle persone che l’hanno persa.
In onda in prima tv assoluta, lunedì 27 gennaio, alle 19.35, su Rai Gulp e disponibile su RaiPlay, sarà anche proiettato per tutta la giornata del 27 gennaio al Memoriale della Shoah della Stazione Centrale di Milano, luogo dedicato al ricordo delle vittime dell’olocausto in Italia, da cui fra 1943 e il 1945 partirono i treni della deportazione nazifascisti. Oggi il Memoriale della Shoah della Stazione Centrale di Milano è un centro di cultura e laboratorio di cittadinanza.
Della durata di 13 minuti circa e diretto da Dario Piana, è liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Brunialti basato sulla vera storia dell’eroina polacca Irena Sendler e si avvale della voce narrante del giovane umanista Edoardo Prati e delle musiche originali di Paolo Jannacci. Il tema è quello della memoria, delle nuove generazioni e dell’ascesa dell’antisemitismo. Il viaggio indietro nel tempo che compiono i protagonisti è quello che ognuno di noi può vivere, indispensabile per richiamare alla mente ciò che è accaduto e chiedersi il perché, facendo sì che la memoria diventi portatrice di un senso per la costruzione di un futuro di umanità.
Realizzato con una tecnica visiva innovativa che mescola attori reali e illustrazioni ad acquerello, grazie alle opere originali di Michele Tranquillini, il corto propone un’estetica artistica e poetica unica. A spiegarlo il regista Dario Piana: “L’abbiamo fatto per ottenere un effetto pittorico generale unico e coinvolgente. Ho scelto di trattare l’animazione in modo più “artistico” per spaziare in una dimensione più poetica e innovativa, tramite una tecnica leggera come quella dell’acquerello, libera da vincoli”.

Ad essere narrata è la vera storia di Irena Sendler e il racconto si snoda tra passato e presente: dai drammatici eventi del 1939, in cui il piccolo Janusz viene separato dai genitori e salvato da Irena, fino ai giorni nostri, dove il nipote di Janusz, Marcus, affronta una realtà fatta di odio e ignoranza per poi scoprire la verità sulle sue radici e sull’importanza della memoria..
Varsavia 1939: il piccolo Janusz (Samuel Ventura) sale sul furgone dell’infermiera Irena Sendler (Debora Palmieri), lascia la mano della madre e vede i suoi genitori sparire all’orizzonte. Con un balzo temporale, i telespettatori vengono trasportati ai giorni nostri, tra le strade di Vienna, dove il giovane Marcus (Marco Arzani) imbratta un muro con il simbolo della svastica insieme ad altri ragazzi incappucciati, che scappano non appena arriva Rudolf (Gian Carlo Dettori), il nonno di Marcus. Da questo momento inizia il racconto di Rudolf, che per la prima volta svela alla sua famiglia una verità che aveva sempre tenuto per sé: partendo dall’invasione della Polonia, dalla segregazione degli ebrei nei ghetti, spogliati di tutti i loro averi e dei loro diritti, e dalla deportazione nei campi di sterminio, Rudolf narra anche di persone che non rimasero indifferenti di fronte a quell’abisso di dolore e cattiveria e che decisero di rischiare la propria vita per salvare quella di perfetti sconosciuti. Come Irena Sendler, “la Schindler di Varsavia” che portò fuori dal ghetto quasi 3000 bambini ebrei e, tra questi, anche lo stesso Rudolf, che alla fine si scopre essere, in realtà, il giovane Janusz. Affidati a famiglie polacche o a istituti religiosi, infatti, i bambini ebrei salvati da Irena presero le generalità di altri bambini scomparsi e cominciarono a vivere le vite di qualcun altro, con altri nomi e altri compleanni.

Per il suo grande valore di servizio pubblico, il filmato ha ricevuto l’endorsement dall’organizzazione ebraica Benè Berith Roma e dalla Comunità Ebraica di Milano.
Produttrice Rai KIDS Sara Cabras. Produttrice esecutiva Brand-Cross Annamaria Onetti. Direzione Creativa Francesca Pratesi. Montaggio Vilma Conte. Postproduzione, VFX, 3D Pasteup. Sincronizzazione, mix e sound design Disc to Disc.
Per ricordare, educare e costruire un futuro di umanità e solidarietà.
E’ possibile prenotare l’ingresso al Memoriale della Shoah dal link: https://www.memorialeshoah.it/visita/
