Bologna – Padre Fortunato ha annunciato un progetto in collaborazione con Papa Francesco. Con il Pontefice sta scrivendo un testo che ribadisce la contemporaneità e la giovinezza di san Francesco. “Francesco è sempre giovane” ha sottolineato Fortunato, ecco perché la sua spiritualità è capace di parlare alle generazioni di ogni epoca, compresa la nostra.
Padre Fortunato è stato protagonista oggi, nella suggestiva cornice della Cappella Farnese a Bologna, di uno degli appuntamenti del Festival Francescano: l’incontro “Le tre ferite di san Francesco”. L’evento ha attirato un folto pubblico, desideroso di approfondire il messaggio e la vita del santo di Assisi attraverso l’analisi di tre momenti fondamentali della sua esistenza, che Padre Fortunato ha definito come “ferite” capaci di plasmare la sua identità spirituale e il suo cammino di santità.
L’opposto di Francesco è Narciso
Padre Enzo Fortunato ha aperto il suo intervento mettendo in contrapposizione san Francesco e Narciso, sottolineando come il santo abbia rappresentato l’antitesi di un egoismo che ancora oggi permea la società moderna. Narciso si perde nell’adorazione di sé stesso, mentre Francesco si riflette nella volontà divina. Le “ferite” che ha subito non l’hanno abbattuto, ma lo hanno condotto a un cammino di profonda autenticità e umiltà.
Le ferite di san Francesco sono “la fierezza di Dio”
Le tre ferite di san Francesco sono, secondo Padre Fortunato, le manifestazioni di una “fierezza di Dio”, segni che, invece di abbattere, confermano la forza di un’anima votata a una vita di fede. La prima ferita, inferta dal padre terreno di Francesco, ha anche rappresentato il primo atto di emancipazione del santo.
La prima ferita: il conflitto con il padre
Il padre di Francesco, un ricco mercante, aveva grandi aspettative per il figlio, sperando che seguisse le sue orme nel commercio. Tuttavia, Francesco “volle essere sé stesso”, nonostante la forte pressione paterna. Questo conflitto rappresenta la prima delle tre ferite, simbolo del rifiuto delle aspettative del mondo e della ricerca di una vocazione più alta. Un tema, questo, che Padre Fortunato ha legato alla condizione attuale dei giovani, sottolineando come le analisi contemporanee rivelino non solo un’assenza di figure paterne, ma anche un profondo vuoto interiore.
La seconda ferita: il rifiuto di Papa Innocenzo III
La seconda ferita di san Francesco è legata al difficile rapporto con l’autorità ecclesiastica, rappresentata all’epoca da Papa Innocenzo III. Francesco, nella sua radicalità evangelica, fu inizialmente rifiutato dal pontefice. Anche questo ostacolo contribuì a fortificare il santo.
La terza ferita: il tradimento dei frati
Infine, la terza ferita, forse la più dolorosa: quella inferta dai suoi stessi fratelli, i frati, che arrivarono a non voler più Francesco alla guida del movimento che egli stesso aveva fondato.
Educare con il buon esempio
Padre Enzo Fortunato ha chiuso il suo intervento con un messaggio rivolto ai genitori e agli educatori di oggi, riprendendo il tema delle ferite. Un genitore, secondo Padre Fortunato, dovrebbe educare più con il buon esempio che con le parole o i rimproveri. Come san Francesco, anche i genitori di oggi sono chiamati a guidare i giovani non con imposizioni, ma attraverso una testimonianza autentica e coerente di vita.
Papa Francesco è un grande uomo.