CARPI (MODENA) – Mercoledì 19 giugno al cinema Eden di Carpi è stato proiettato “Ho visto il finimondo”, pellicola basata sulla tragedia dell’alluvione in Romagna dell’anno scorso. Presenti in sala anche i realizzatori del docufilm Valerio Baroncini e Marco Santangelo e il neoeletto Sindaco Riccardo Righi oltre a membri della protezione civile e delle forze dell’ordine.
Il docufilm
“Ho visto il finimondo” è un condensato di emozioni. Paura e angoscia emergono di frequente tra gocce di speranza e gratitudine.
Il girato dalla durata complessiva di circa un’ora è costituito dalle storie di chi ha vissuto l’alluvione romagnola. Vittime, forze dell’ordine, volontari.
Frutto di un denso lavoro giornalistico effettuato con una sola videocamera e un microfono, “Ho visto il finimondo” è un docufilm potente che, fin da subito, grazie anche all’ausilio delle musiche di Reno, penetra nell’anima e in cui i racconti dei testimoni sono molto più che protagonisti.
Ed è proprio dai racconti che emergono vari attacchi alla politica e, più nello specifico, allo Stato.
Baroncini: “Stimolare la politica a stare più vicina alle persone”
Tra i commenti di chi ha realizzato il docufilm spicca un’affermazione di Baroncini che in apertura di serata ha dichiarato: “Spesso non ragioniamo su chi sono le persone vittime delle catastrofi” e poi, poco dopo: “Il nostro impegno come giornale è quello di stimolare la politica a stare più vicina alle persone.”
A fine serata chiediamo a Baroncini un approfondimento, soprattutto in ambito politico perché è chiaro che qualcosa non ha funzionato soprattutto in termini istituzionali nella vicenda dell’alluvione.
Baroncini ricorda che alla prima proiezione di Bologna erano presenti sia Bonaccini che il generale Figliuolo e il Viceministro Galeazzo Bignami.
“All’inizio tutti (gli attori politici, n.d.r.) si sono mossi in maniera molto coordinata”, riconosce Baroncini, tuttavia “1100 persone non hanno la loro casa”.
“Si è pensato più a discutere e a loitigare su quella che poi è diventata una lunga campagna elettorale”, accusa il realizzatore del docufilm secondo cui si sono verificate “lungaggini per i fondi e complessità”.
“Bisogna riflettere e snellire le pratiche”, conclude Baroncini.