
Sì è tenuta a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio la seconda edizione degli Stati Generali degli Uffici Stampa e della Comunicazione nel Lazio. Una iniziativa molto interessante promossa dalla Consulta degli uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana in collaborazione con l’Associazione Italiana Comunicazione Pubblica e Istituzionale e Roma Capitale. A fare gli onori di casa il consigliere di Roma Capitale Giorgio Trabucco entusiasta di accogliere un evento così interessante ricco di contributi e idee preziose.


La tavola rotonda è stata aperta dal segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante che in attesa di una revisione della Legge 150, lancia l’idea di un patto di consultazione perché possano sedere al tavolo contrattuale per valutare le istanze proposte. Il presidente di Stampa Romana, Paolo Tripaldi ha ricordato come la Legge 150, apparsa nel 2000 come una innovazione “ …negli anni non è stata applicata correttamente dalle pubbliche amministrazioni. E’arrivato quindi il momento di pensare a un aggiornamento”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, ha poi accennato alle richieste di iscrizione all’Albo dei giornalisti da parte di persone che lavorano nell’ambito dell’ufficio stampa e della comunicazione ed ha parlato di una proposta di riforma dell’Ordine dei giornalisti che prevede novità positive per chi opera in questo settore che però è ferma sui tavoli del Governo. Per il presidente della consulta uffici stampa Antonio Ranalli “..l’addetto stampa del futuro, in un mondo della comunicazione sempre più diversificato, deve avere connotazioni e profili diversi dal passato. C’è un processo di liberalizzazione delle attività professionali, che continua a coinvolgere tutto il mondo dell’informazione ed esistono realtà, dei settori nuovi dell’informazione, dove la professionalità del lavoro svolto dai giornalisti, spesso oggi sfruttato, deve essere più regolamentato e contrattualizzato”. Il vicepresidente vicario della Consulta, Ugo Degl’Innocenti, nella sua relazione ha ricordato che “..competenze e ruoli nell’informazione e nella comunicazione sono spesso ricoperti dalla stessa persona. I social media manager diventano sempre più rilevanti e molti uffici stampa funzionano come vere e proprie redazioni giornalistiche. Ciò non compare nella legge 150/2000 che, se ad alcuni appare da riformare, è fondamentale garantire che le sue regole siano rispettate”. “…Per sostenere l’innovazione e il cambiamento del sistema Paese bisogna adottare un approccio intelligente, anche con programmi di formazione e aggiornamento, in quanto comunicazione e informazione sono una funzione ordinaria strategica delle organizzazioni pubbliche e private”, ha spiegato il Segretario generale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Marco Magheri. Ordine dei Giornalisti, Comunicazione Pubblica, Federazione della Stampa e Sindacati potranno lavorare insieme anche per un codice deontologico condiviso e per definire bandi di selezione dei giornalisti e comunicatori pubblici al fine di supportare la Pubblica Amministrazione nel lavoro di selezione sulla base dei requisiti previsti dalla normativa. “Tutto questo partendo da un censimento rigoroso della realtà attuale”, sottolinea Silvia Mattoni, delegata Lazio di Comunicazione Pubblica, “Su competenze e ruoli di comunicazione e informazione espressi la costituzione di un osservatorio permanente congiunto per aiutare il processo verso trasparenza, integrità, partecipazione”. Molti gli interventi degni di nota come quello della presidente dell’Associazione italiana comunicazione pubblica e istituzionale, Leda Guidi, dell’avvocato Bruno Del Vecchio (Patrocinante in Cassazione, consulente legale della FNSI), della professoressa associata in diritto amministrativo, Università di Modena e di Reggio Emilia, Marina Caporale, del responsabile ufficio stampa e comunicazione dell’Anci, Danilo Moriero, del Direttore Ufficio Stampa Roma Capitale, Stefano Costantini, del capo ufficio stampa della Regione Lazio, Daniele Di Mario, del responsabile comunicazione e relazioni esterne della Federazione ginnastica d’Italia, David Ciaralli. Ed ancora dell’ex portavoce dell’Olaf (Organismo antifrode europeo) e comunicatore della Commissione europea, Alessandro Butticè, del membro della Giunta esecutiva della Fnsi, Lazzaro Pappagallo, Tatiana Cazzaniga, Giancarlo Cosentino, Stefano Lulli e Maria Grazia Giordano. La seconda parte dell’incontro si è concentrata sull’esperienza diretta da parte dei principali portatori di interesse, soprattutto in ambito privato con gli interventi di Gaia De Scalzi, vicepresidente della Consulta degli Uffici Stampa e Direttore Media Relations di UTOPIA, della delegata di Ferpi Lazio, Serena Bianchini. A rappresentare i Social Media Manager, il Presidente di ANSMM, Riccardo Pirrone, Alberto Gava, partner di Prestige Legal&Advisory…
A fine lavori appare chiara l’esigenza di tracciare dei confini tra l’attività di giornalismo e l’attività comunicazione per garantire una maggiore tutela per entrambe le forme di espressione. Per il presidente della Commissione lavoro autonomo dell’Associazione Stampa Romana, Vincenzo Campo “…siamo immersi in trasformazioni epocali nel mondo del giornalismo e della comunicazione privata e pubblica che per essere governate hanno bisogno di nuove idee e del coraggio di chi vuole cambiare e fare rete tra liberi professionisti”.


