
Lo ha diretto, interpretato e prodotto, investendo 100 milioni e ipotecando anche il suo ranch per poterlo realizzare. Ha avuto una standing ovation e applausi per più di 7 minuti. Stiamo parlando di “Horizon: An American Saga” il nuovo kolossal western di Kevin Costner presentato fuori concorso alla 77esima edizione del Festival di Cannes. Si tratta della prima parte di una epopea, un western vero, cruento, raccontato dal punto di vista dei nativi e degli allevatori di bestiame, degli agricoltori e dei soldati impegnati a costruire un futuro nell’Ovest americano. Un genere quello western a cui Kevin Costner è molto affezionato (Open Range, Balla coi lupi, Yellowstone). In Horizon, ha voluto mettere tutto se stesso ed ha annunciato che a questo primo capitolo ne seguiranno altri tre. Siamo nel 1859, nei territori tra il Wyoming e il Kansa. A venire raccontata è la violenza dell’epoca ma senza narrazione lineare per raccontare quello che avveniva tra coloni e tribù indigene nel periodo in cui le persone si spostavano alla ricerca di una terra ed una vita migliori, di un orizzonte… un mito, un luogo dove ricominciare a vivere. Un lavoro questo del premio Oscar Costner che durerà diversi capitoli, come lui stesso ha promesso. Tanto che il film si conclude con un’anticipazione di ciò che vedremo nella parte seguente. L’ attore protagonista non sarà comunque lui ( il suo ruolo è quello di un gentile cowboy) ma la frontiera che vedrà intrecciare tante storie. Vivere nel West era molto difficile ed è per questo che il sogno di Costner era quello di girare un film in cui si vedesse e si capisse la dura realtà.
Da vedere per comprendere ciò che succedeva realmente in quegli anni.


